Lo sciacallo di Dan Gilroy: la recensione

50348La critica al cinismo televisivo passa attraverso lo sguardo di Gyllenhaal

Una pellicola che potrebbe apparire prevedibile, trova la chiave di volta grazie all’intensa interpretazione di Jake Gyllenhaal, ambiziosa e delirante incarnazione dell’american dream. Oscar alert per l’attore californiano?

Lou è un ladro di materiali edili. Ruba ferro, rame e li rivende sottoprezzo ai cantieri. Tuttavia Lou cerca un lavoro vero, ma nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente e vede all’opera una troupe di operatori che riprende tutto e mette in vendita il video. Lou acquista l’attrezzatura e comincia a girare per le vie di Los Angeles a caccia di incidenti, furti e omicidi da rivendere a un’emittente locale priva di scrupoli.

Esordio alla regia di Dan Gilroy, Lo sciacallo – The Nightcrawler è un film sorprendente, perché laddove poteva trovare l’inciampo (una costruzione di genere stilizzata) trova invece il suo punto di forza. Difatti, grazie alla magnetica interpretazione di Jake Gyllenhaal, la pellicola si fa convincente e coinvolgente, un thriller che muove la critica nei confronti del cinismo dei media, ma non solo. È il personaggio interpretato da Gyllenhaal a risplendere in ogni sequenza: infatti per comprendere appieno il prodotto diretto da Dan Gilroy bisogna necessariamente sviscerare e approfondire il protagonista, ovvero l’ideale statunitense. Lavoratore instancabile, ambizioso, cinico e pronto a qualsiasi cosa, Lou è un personaggio costruito con abile maestria perché accompagna, diverte, ma soprattutto terrorizza. I comportamenti perennemente misurati, il linguaggio forbito e controllato e quegli occhi pronti a succhiare qualsiasi tipo di informazione non si trovano insiti all’interno di una sceneggiatura ben costruita (ma non esaltante), ma sono stilemi chiave di un attore, che con il passare del tempo è stato in grado di stupire sempre di più il pubblico.

Nonostante ciò ruota intorno a Gyllenhaal una pellicola come Lo sciacallo – The Nightcrawler, che disegna un universo televisivo che si nutre incessantemente di paura, di omicidi (che riempiono lo schermo), di wasp trucidati sulla porta di casa. Audience e immagini forti si susseguono e sorprendono ne Lo sciacalloThe Nightcrawler, in cui si assiste a un’escalation da brividi, supportata in modo efficace da una colonna sonora ridondante e di forte impatto emotivo. Le strade notturne e vuote che incontrano la macchina da presa di Lou sono la cartina tornasole di un’America desolante, nella quale il sogno americano (incarnato da Lou) raggiunge livelli di consapevolezza altissimi. Difatti è inquietante e ammaliante il modo in cui Lou (prodotto del nostro tempo, privo di un’istruzione ordinaria e macchinetta che recita a memoria nozioni imparate dal web) tenta di raggiungere l’apice della sua scalata al successo. Lo sciacallo – The Nightcrawler tramortisce e coinvolge lo spettatore al tempo stesso: un prodotto che farà parlare di sé grazie alla sua intensa verosimiglianza e quella voglia voyeuristica di assistere al disastro, filmarlo e guadarlo più di una volta, mentre un ghigno di approvazione si disegna sul volto.

Uscita al cinema: 13 novembre 2014

Voto: ****

Leggi la recensione anche su Persinsala

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