La scuola più bella del mondo di Luca Miniero: la recensione

la-scuola-piu-bella-del-mondo-locandina-ufficiale-della-commedia-di-luca-minieroNord e Sud. Miniero si ripete

Commedia ottimista sull’integrazione prettamente italica e sull’abbattimento delle stereotipate barriere tra Nord e Sud, La scuola più bella del mondo è l’ennesimo tentativo del regista Miniero di sottolineare le contraddizioni insite nella nostra penisola. Esperimento (nuovamente) lodevole, ma (nuovamente) fallace.

Filippo Brogi, preside di una scuola media in Val D’Orcia, vuole a tutti i costi vincere la gara locale denominata Festa dei Giovani. Per farlo decide di invitare in Toscana una disagiata classe di Accra, capitale del Ghana. Peccato che il bidello Soreda (con la sindrome di Tourette) confonda Accra con Acerra e spedisca l’invito alla “sgarrupata” scuola in provincia di Napoli.

Prima di analizzare la pellicola in questione è necessaria una premessa, un’introduzione che aiuta a comprendere l’approccio cinematografico di Luca Miniero. Difatti il regista napoletano ha diretto ultimamente Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord e Un boss in salotto e proprio questi, assolutamente non in modo casuale, sono tutti prodotti che mischiano personalità del Sud con quelle del Nord, cercando in tutti i modi di abbattere pregiudizi, dicerie e cliché storici. Naturalmente tutto ciò viene affrontato con semplicità, sentimentalismo, in modo amichevole e divertente. Tuttavia se Benvenuti al Sud è, sinceramente, ingiudicabile perché è una scopiazzatura legalizzata (Boon ha venduto i diritti a Miniero) del francese Giù al Nord, Benvenuti al Nord e Un boss in salotto erano pellicole sterili, mal costruite e di dubbio valore. Purtroppo Miniero non sembra in grado di staccarsi dal suo cinema e costruisce in modo similare anche La scuola più bella del mondo (pur dichiarando che il film parla dell’efficienza e inefficienza della scuola, argomento di contorno), facendo leva sull’innocenza di giovani adolescenti, che sono sicuramente più in grado degli adulti di guardare oltre le differenze sociali e culturali. Il risultato è un prodotto dalla resa discutibile, diverte (a tratti), ma a volte scade in una comicità trash che non aiuta.

La scuola più bella del mondo mischia sapientemente battute colte e qualche gag a esclusivo sfondo culturale, si dimostra dissacrante, ma alla fine si lascia andare a una morale contraddittoria. E, nonostante le prove attoriali di Papaleo (nella parte e a suo agio nel ruolo del professore, apparentemente nullafacente) e De Sica (stavolta lontano dai cliché di cinepanettoniana memoria), La scuola più bella del mondo si rivela un prodotto ben lontano dall’ormai perennemente identico modus operandi della commedia italiana. Pur cercando a fondo il politically incorrect, il film di Miniero rientra pienamente all’interno del genere, che perde e, probabilmente, continuerà a perdere smalto nei prossimi anni.

Uscita al cinema: 13 novembre 2014

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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