The Judge di David Dobkin: la recensione

The_Judge_2014_film_posterLa parabola umana di un rapporto familiare

Una coppia di attori che funziona alla perfezione per una pellicola che sciorina diverse sequenze riuscite e chiacchierate particolarmente intense.

Hank Palmer è il miglior avvocato difensore di Chicago. Quando una telefonata gli annuncia che la madre è morta, Hank ritorna a Carlinville, una cittadina dell’Indiana, della quale il padre “nemico” Joseph è il giudice. Padre severissimo e di grande integrità morale, Joseph non ha mai approvato il carattere ribelle del figlio e difatti a funerale avvenuto e dopo estenuanti battibecchi, Hank sta per tornare a Chicago, ma il fratello Glen lo avverte che il padre è accusato di omicidio.

The Judge non è solamente un prodotto del genere “cinematografia giudiziaria” e lo sviluppo della vicenda, che vira decisamente in direzione del melodramma, ne è la prova. Prima di tutto il film, diretto da David Dobkin, è un’opera che fa leva sulle interpretazioni degli attori di fronte alla macchina da presa e su una storia principale (il turbolento legame padre-figlio e il processo per omicidio) saldamente ancorata alle emozioni e intenta a inseguire l’empatica commozione. Tuttavia The Judge è evidentemente ridondante, ripetitivo nella sottolineatura di un numero elevato di scene madri ed esagera nel finale quando accatasta conclusioni a non finire.

Nonostante ciò The Judge è il classico esempio di buon cinema grazie alle convincenti interpretazioni degli attori. Difatti vediamo all’opera tutta la drammaticità (mista a graffiante ironia) del guascone Robert Downey Jr., che abbandona il tratteggio arrogante e fumettistico dei prodotti Marvel per dare sfoggio a una prova recitativa di indubbia flessibilità, e la bravura di Robert Duvall, che regala al pubblico una recitazione sottile e mai realmente patetica.

Dramma familiare pregno di rancori, rinfacci e rivelazioni “sconvolgenti”, The Judge è un prodotto degno di nota, costruito abilmente sulle sfumature dei personaggi, sulla capacità di emozionare (l’evoluzione del rapporto “ritrovato” tra padre e figlio è misurato e per certi versi toccante) e di far sorridere, soprattutto nella scena in cui l’avvocato Hank sceglie la giuria in base all’adesivo appiccicato sul retro delle loro auto. Una sequenza fondamentale ed esistenziale, che racconta la fragile e realistica personalità della piccola America rurale.

Uscita al cinema: 23 ottobre 2014

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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