Soap Opera di Alessandro Genovesi: la recensione

50015Un condominio multi-livello

Commedia corale ispirata a un copione teatrale mai messo in scena, Soap Opera è la classica operazione senza pretese, frivola e che accompagna lo spettatore in modo semplicistico. Insomma una classica pellicola di Genovesi, nella quale le risate (poche) si miscelano a un impianto melodrammatico.

In un’indefinita città si trova un condominio pieno di condomini eccentrici. Al primo piano ci sono i fratelli gemelli eterozigoti Gianni e Mario (costretto su una sedia a rotelle), mentre al secondo piano si trovano Francesco, un uomo ancora innamorato della sua ex Francesca, l’amico e inquilino occasionale Paolo (in crisi e in trepidante attesa di un figlio) e Alice, attrice di soap opera con il vizio del sesso con gli uomini in divisa. Una notte Pietro, introverso inquilino del primo piano, si spara e allarma l’intera palazzina. A indagare sul suicidio interverrà il maresciallo dei carabinieri Gaetano Cavallo.

Dovrebbe far ridere e ripercorrere la struttura a scatole cinesi e pregna di rivelazioni, dichiarazioni e surreali colpi di scena delle stucchevoli sit com televisive. E, se per quanto riguarda il secondo aspetto Genovesi pare aver colpito in pieno il bersaglio, sull’ironia della vicenda ci sarebbe parecchio da obiettare. Come da consuetudine le pellicole di Genovesi si sorreggono sulla capacità degli attori di accattivare con le loro interpretazioni, sulla loro flessibilità recitativa. Perché il regista milanese infonde sempre quella indole melodrammatica che, se non dosata sapientemente, fa scivolare l’intera struttura in un enorme sbadiglio. E Soap Opera sotto questo punto di vista non fa difetto e trova solamente nella figura del carabiniere Abatantuono un anelito di spensieratezza.

Tuttavia nonostante ciò Soap Opera riesce a farsi sufficientemente apprezzabile, una commedia che accatasta surrealità e che sfrutta al meglio quella finzione istericamente costruita in studio. Perché i veri protagonisti si rivelano gli interni di un condominio dalle mille sfaccettature, nel quale i sentimenti in coabitazione svelano costantemente la maschera costruita ad hoc sugli interpreti. È innegabile la cifra stilistica del regista (abbonato alla commedia “di mezzo”) e degli stessi attori, per i quali viene costruito con dovizia di particolari il personaggio giusto.

La commedia di Genovesi non è mai volgare, è spensierata e frivola. Tuttavia non pare un prodotto perfettamente riuscito. Soap Opera non è niente di eccezionale, si getta alla ricerca del realismo magico, ma incappa in qualche difficoltà narrativa, che stiracchia il sorriso e non lascia trasparire le emozioni.

Uscita al cinema: 23 ottobre 2014

Voto: **1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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