Piccole crepe, grossi guai di Pierre Salvadori: la recensione

piccole-crepe-grossi-guai_288Un gioiellino antidepressivo

Sorprendente opera terza del tunisino Pierre Salvadori, Piccole crepe, grossi guai (titolo italiano superficiale e meno criptico dell’originale Dans la cour) è una commedia agrodolce (molto più agra che dolce), che pone su un piatto d’argento due intense interpretazioni e una sceneggiatura che, nella sua semplicità, è coinvolgente e mai banale.

Dopo aver chiuso malamente la sua carriera di musicista, Antoine trova lavoro come portiere di uno stabile. Qui conosce Mathilde un’anziana signora che gli confida di essere ossessionata da una crepa presente nel suo appartamento. Il terrore è tale da portarla a pensare che l’intero edificio possa crollare e Antoine, per educazione, la asseconda.

Si sorride e si riflette nella pellicola di Salvadori, un’opera che lascia sgomenti, interdetti e consci di aver assistito a una vicenda costruita in maniera intelligente. Perché il regista ha la capacità di mostrare due facce della stessa medaglia ed è in grado di accattivare lo spettatore, trascinandolo nel bel mezzo di un turbinio di gag costruite ad hoc, per poi con la stessa grazia accompagnarlo nella sconvolgente realtà di Antoine e Mathilde.

Pellicola condominiale e molto attenta alla delineazione dei personaggi, Piccole crepe, grossi guai affronta la depressione e la mancanza di stimoli in modo assolutamente nuovo, con intensa leggerezza e semplicità, senza mai dimenticare che si sta parlando di un argomento serio. Il rischio “minimizzazione” è dietro l’angolo, ma è fin troppo evidente che Salvadori ha la sensibilità per approcciarlo con un sorriso malinconico e amaro. È con questo linguaggio che il regista è in grado di far brillare di luce propria i due interpreti principali. Difatti osserviamo un dolente Gustave Kervern, che impersona un ex-musicista con un passato da alcolizzato e drogato e un presente sempre più oscuro, e una Catherine Deneuve, pensionata che si dedica ad una campagna di salvaguardia del palazzo infestato da piccole crepe strutturali (metafore di un’esistenza in disgregazione). Tra i due nascerà un’amicizia sincera e sorprendente, un duetto di mutuo aiuto, che ha come colonna sonora le delusioni di una vita priva di un futuro roseo. Intorno a loro si muovono abilmente numerosi condomini, che divengono partecipanti attivi della sconclusionata e divertente vita condominiale.

Piccole crepe, grossi guai è un gioiellino dalle tinte chiaroscure, un prodotto che si fa notare per la freschezza e l’intelligente comicità che lo accompagna. Un pregio sicuramente non da poco.

Uscita al cinema: 16 ottobre 2014

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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