La preda perfetta di Scott Frank: la recensione

50669Un noir travestito da thriller

Ispirato al personaggio letterario Matt Scudder ideato dal romanziere Lawrence Block, La preda perfetta è un prodotto dalle tinte e dall’ambientazione fosca. Un film con le idee chiare, nel quale solo Liam Neeson (uomo solo al comando) poteva interpretare il protagonista.

Matt Scudder è un investigatore privato, che accetta con riluttanza di aiutare un trafficante di droga ad assicurare alla giustizia due killer che hanno rapito e fatto a pezzi la moglie. Il suo aiutante? Un diciassettenne senzatetto di nome TJ.

La preda perfetta non è il classico thriller che induce lo spettatore a seguire pedissequamente le indagini che portano allo svelamento di uno o più colpevoli. E ciò è evidente dalle prime battute: i killer (due sadici che puniscono i trafficanti di droga, rapendo e uccidendo le rispettive consorti) hanno le facce ben in vista. Piuttosto La preda perfetta si preoccupa di qualcos’altro, ovvero di mettere in scena un percorso di purificazione, una catarsi nella quale l’investigatore privato Scudder è l’indiscusso protagonista. Ex alcolista ed ex poliziotto (congedatosi con onore), Scudder è evidentemente un carattere che ondeggia costantemente tra il bene e il male, tra la morale e le maniere forti. È su ciò che si concentra Scott Franck (il regista), lasciando poco spazio alla vicenda (apparentemente) principale, ma lanciandosi in uno sdoppiamento narrativo dalla dubbia efficacia e che non riesce a mantenere alto il coinvolgimento e il ritmo.

La preda perfetta si perde nelle secche della ridondanza, nell’incapacità di mantenere la tensione a livelli accettabili e rischia di scivolare su modelli già cuciti addosso a Liam Neeson (gli echi di Io vi troverò appaiono luccicanti in diverse sequenze). Tuttavia l’occasione fa l’uomo ladro e pur dichiarandosi thriller, La preda perfetta vira in direzione del genere noir (cappotto pesante, pioggia battente, cielo plumbeo e il peso dei rimorsi in una fumosa Brooklyn di fine anni ’90) e sotto questo punto di vista funziona sufficientemente bene. L’andamento ponderato è richiesto e accettato, così come la centralità di un personaggio ambiguo come Scudder. È questo l’approccio corretto che definisce La preda perfetta un noir letterario, un avvincente romanzo di (ri)formazione solido e che non perde (quasi) mai la diritta via.

Voto: ***

Uscita al cinema: 18 settembre 2014

Leggi la recensione anche su Persinsala

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