Apes Revolution di Matt Reeves: la recensione

locandinaChe la rivoluzione abbia inizio

Rivoluzione interna ed esterna, antropomorfismo esasperato e un close-up significativo che apre idealmente a un terzo capitolo. Matt Reeves procede per gradi e la guerra non è ancora iniziata.

Sono passati dieci anni dall’evasione di un gruppo di scimmie evolute, a causa di un virus creato in laboratorio da un’equipe di ricercatori. In questo periodo la razza umana si è quasi estinta (annichilita da quello stesso virus), mentre le scimmie si sono ritirate nella foresta, dove vivono in pace nella convinzione che ormai gli uomini non esistano più. L’improvviso incontro tra le due razze porterà a una spaccatura tra chi vuole la guerra e chi invece pensa di poter vivere in pace.

Apes Revolution mischia i generi (cinema pandemico, azione e filosofia evoluzionistica) e si deve ritenere ben più di un prodotto riuscito. Difatti il reboot de Il pianeta delle scimmie (se così si può chiamare, perché in realtà i due episodi della saga sono dei prequel fatti e finiti) è un film dalle interpretazioni semplici, dal significato dichiarato e mai ambiguo. E questa semplicità aiuta nell’accoglienza positiva di una pellicola che non tenta di sviare l’interesse dello spettatore su argomentazioni complesse e macchinose. Apes Revolution è la narrazione della fine di una specie (quella umana, maligna, crudele e guerrafondaia) per aprire le porte a una specie (quella delle scimmie) più legata alla comunità e alla conservazione dei propri simili. Eppure tutto ciò viene contaminato dalla convivenza forzata con la crudeltà umana, che si insinua sottopelle e porta con sé discordia e ribellione. L’umanità che passa attraverso le parole (e lo sguardo) di Cesare (un immenso Andy Serkis in motion capture) è il vero motore di una pellicola che non perde la via, che riesce a non sbandare in direzione di territori oscuri e tiene ben saldo il timone della narrazione. È indubbia la motivazione che spinge Reeves a indagare pregi e difetti di entrambe le specie, con una visione contemporaneamente interna ed esterna e che evita di parteggiare, limitandosi a mostrare con inconsueta devozione.

Apes Revolution è epico nel suo sviluppo, nella sua messinscena pulita e mai sensazionalista; un filosofico-action movie, che fa sfoggio di alcune scene madri per innalzare il climax, ma che non fa di queste l’ unico strumento di lettura e d’intrattenimento. Apes Revolution vive e sopravvive sulle larghe spalle di Serkis ed esibisce un disegno più ampio, che pone in secondo piano le sequenze di apocalittica distruzione e desolazione terrestre.

Uscita al cinema: 30 luglio 2014

Voto: ****

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2 pensieri su “Apes Revolution di Matt Reeves: la recensione

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