Anarchia – La notte del giudizio di James DeMonaco: la recensione

50378B-movie che rischia la presunzione

Stavolta DeMonaco scende in strada, ostenta il terrore e allarga il punto di vista. Purtroppo l’eccesso di argomenti (governo purificatore, lobby delle armi e differenze di classe) non permette ad Anarchia – La notte del giudizio di elevarsi a prodotto qualitativo, anzi dimostra come gli espedienti usati per costruire la pellicola risultino superficiali e ampiamente abusati.

Secondo episodio che narra le vicende della notte della purificazione, nella quale ogni reato è consentito per 12 ore. Questa volta il regista prende in prestito cinque personaggi che si trovano in strada volenti o nolenti.

Laddove nel primo capitolo (vero caso cinematografico negli Stati Uniti, dove ha incassato 90 milioni di dollari a fronte di una spesa di produzione di 9 milioni di dollari) il regista indagava un microcosmo ristretto (quello della famiglia borghese costretta a difendersi da un gruppo di ragazzi pervasi dalla necessità di purificarsi attraverso l’uccisione di un “poveraccio”), in Anarchia – La notte del giudizio si scende per strada e il punto di vista si allarga. Pare quasi che DeMonaco abbia avuto l’intenzione di impegnarsi in qualcosa di più complesso, profondo e macchinoso. Tuttavia il risultato non è dei migliori e la pellicola incappa in tematiche e argomentazioni superficiali, abusate fino al midollo e perlopiù citazioniste.

L’intento di DeMonaco è chiaro e definito: mostrare la mancanza di umanità in una notte nella quale tutto è concesso e accettato, impegnando la propria macchina da presa nelle strade oscure e pericolose di una qualunque città statunitense. Ed è proprio attraverso la ricerca di uno stile più sporco, convulso e intriso di terrore che l’autore pecca. Non funziona la scelta di affidarsi a un manipolo di sconosciuti (banalmente caratterizzati), che sfuggono a gang armate fino ai denti e a commando filo-governativi. DeMonaco sbaglia nel momento in cui vuole mostrare l’insensatezza di uno sfogo, nel momento in cui sbrodola moniti nei confronti del governo e delle lobby alle armi e quando calca la mano nell’esibizione delle differenze di classe.

Nonostante ciò Anarchia – La notte del giudizio si lascia guardare, si rivela un accettabile intrattenimento seppur più prevedibile del suo predecessore, che apriva discussioni e temi d’interesse più basilari e meno macchinosi. Difatti l’impressione è che DeMonaco pecchi di presunzione, sentendosi le spalle coperte dal successo del suo precedente prodotto. Peccato “mortale”.

Uscita al cinema: 23 luglio 2014

Voto: **1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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