In ordine di sparizione di Hans Petter Moland: la recensione

Poster_In ordine di sparizioneVendetta in salsa norvegese

Thriller nudo e crudo o dark comedy? In ordine di sparizione rimane costantemente in equilibrio tra questi due generi e convince decisamente di più nel momento in cui preferisce la comicità grottesca.

Nils è un uomo semplice e abitudinario. Per lavoro ricopre il ruolo di spazzaneve e si autodefinisce “un uomo comune che tiene aperto un varco per la civiltà”. Un giorno apprende la notizia della morte del figlio e non crede alla causa (overdose). Dapprima Nils pensa al suicidio, successivamente (grazie anche all’incontro con l’amico del figlio, Strike) decide di perpetrare la sua vendetta.

Pellicola dall’ambientazione suggestiva, In ordine di sparizione sparge cadaveri e ostenta un cast eccezionale. Difatti solo la presenza della coppia Stellan Skarsgard – Bruno Ganz fa comprendere perché il prodotto diretto da Hans Peter Moland vada visto. Eppure non gira tutto alla perfezione. La pellicola perde di attrattiva nel momento in cui si fa ridondante, una cifra stilistica necessaria per far evolvere la vicenda (su schermo nero appare “in ordine di sparizione” una dicitura lapidaria del personaggio appena deceduto), ma non adeguatamente sorretta da un ritmo accattivante. È questa particolarità a “disturbare” la visione e a renderla, a tratti, inconsistente. Fortunatamente a sorreggere l’impianto narrativo (surreale, grottesco e che evidenzia diverse influenze cinematografiche, solo per citarne alcune Kitano e Tarantino) si palesa una coppia di attori di livello eccelso. Difatti Skarsgard e Ganz sono le due note positive, che aiutano In ordine di sparizione a uscire dai meandri della noia. La loro ironia, che fa da ideale contraltare al dramma che si consuma su pellicola, aiuta il sorriso e accompagna lo spettatore in un prodotto che mette in fila cadaveri e situazioni iperrealistiche.

Tra boss vegani e instabili mentalmente e boss d’onore slavi, In ordine di sparizione muove le sue fila attraverso paesaggi suggestivi e sconfinati, evitando analisi antropologiche, preferendogli un accurato lavoro sul personaggio principale e sulla sua psicologia. Il risultato? Una pellicola che purtroppo, al netto delle somme, risulta di poco valore, dagli esiti mediocri, ma dal cast stellare.

Uscita al cinema: 29 maggio 2014

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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