Le meraviglie di Alice Rohrwacher: la recensione

le-meraviglie-poster-italiano-alice-rohrwacher-2_newsMeravigliosa Alice?

Unico film italiano in concorso a Cannes 67, Le meraviglie è una pellicola che trova la giusta definizione nel titolo e che si sviluppa sul sottile filo che divide la realtà dall’immaginazione.

Gelsomina è un’adolescente schiva e introversa che vive con la propria famiglia nella campagna umbra. Con il padre (tedesco e autoritario) si occupa delle api, ma il suo sogno è di scoprire il mondo. La loro routine verrà interrotta da una troupe televisiva e da un ragazzino tedesco con precedenti penali, affidato a un programma di rieducazione sociale.

Pellicola rurale, familiare, profondamente intima e intenta a catturare l’adolescenza di Gelsomina, Le meraviglie appare a tratti criptico, un indefinibile manifesto di un cinema italiano che si interroga sulla classe “dissidente” del nostro paese. Tuttavia l’istantanea di Alice Rohrwacher allarga lo sguardo e contemporaneamente lo restringe, prediligendo un rapporto esclusivo con il personaggio di Gelsomina, ergendola ad assoluta protagonista della vicenda, catturandone desideri e ambizioni, che trovano libero sfogo in un reality trash di una tv commerciale, condotto da una fatina dai capelli argento e il sorriso frustrato. È questo concorso a sezionare in modo netto la realtà (di tutti i giorni) dall’immaginazione (di Gelsomina), una gara dall’aspetto surreale, che promette soldi e fama alla veracità popolare. Un momento ilare, ma desolante nello stesso momento, che mette in fila una serie infinita di fenomeni da baraccone, figli della terra alla ricerca di un disincantato ed effimero momento di gloria.

Le meraviglie tratteggia intensamente una famiglia di apicoltori, nella quale Gelsomina è il capofamiglia dall’affettuoso atteggiamento autoritario nei confronti delle sorelle. E ciò che rappresenta la Rohrwacher (macchina da presa a spalla interessata a cogliere ogni piccola imperfezione) è un microcosmo autarchico, caratterizzato da regole non scritte e da un codice morale e comportamentale che affonda le radici nel passato. Delicato e sensibile, Le meraviglie racconta una dimensione bucolica, che prova a resistere al mondo fuori. Attraverso l’esibizione di un rapporto tra padre e figlio, che ostenta mitizzazione e reciproco affetto, il secondo lungometraggio diretto da Alice Rohrwacher è un piccolo gioiello grezzo, che immortala il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso gli sguardi fugaci di Gelsomina, attraverso la volontà della ragazza di allontanarsi da quell’universo talmente lontano dalla normalità e di potersi invaghire di un ragazzo (di nome Martin) che le corrisponde e in cui trova un alleato silenzioso.

Spaccato di una famiglia anarchica nella quale si parla italiano, francese e tedesco e nella quale ci si riposa al chiaro d’aurora su un materasso in giardino, Le meraviglie lavora per immagini, simbolismi concilianti di una maturità ormai raggiunta (il cammello, sogno infantile di Gelsomina, che si alza da terra e si allontana) e, rimanendo aggrappato agli sguardi di Gelsomina e del padre Wolfgang, sviluppa e rivela complementarietà e comprensione.

Uscita al cinema: 22 maggio 2014

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...