Alla ricerca di Vivian Maier di John Maloof: la recensione

locandinaVivian Maier questa sconosciuta

Documentario che parte da una domanda (chi era Vivian Maier?), Alla ricerca di Vivian Maier è una pellicola pregna di intrighi e che mette di fronte alla macchina da presa di Maloof e Siskel (il produttore di Bowling a Columbine) un personaggio da grande sceneggiatura cinematografica.

John Maloof, scopritore di piccoli tesori fin da ragazzo, è intento a scrivere un libro di storia. Cercando delle fotografie utili per il suo manoscritto, all’asta della città si imbatte in uno scatolone pieno di fotografie non sviluppate. Lo acquista, ma le foto si rivelano inutili per il suo progetto. Allora le pubblica su internet e (incredibilmente) ottiene un grande successo. Di conseguenza Maloof comincia a interessarsi all’occhio dietro la macchina fotografica e cerca di ricomporre il puzzle del suo intero (e immenso) archivio.

Doc che vuole scavare nel passato e vuole portare alla luce la storia della tata fotografa, Alla ricerca di Vivian Maier ostenta migliaia di fotografie e una vicenda intricata, che può facilmente appartenere al genere spy. Occultamenti d’identità, accenti francesi “ritoccati” e travestimenti fuori moda, pongono il personaggio di Vivian al centro di una vita votata alla sottrazione e al mantenimento del segreto della sua opera fotografica. E Maloof, colui che ha acquistato a fondo perduto una scatola di diapositive non ancora sviluppate, porta alla luce il lavoro della donna, osannando la sua arte e facendola valutare da fotografi professionisti, che la giudicano positivamente. Ma una domanda attraversa la pellicola e la mente dello scopritore di tesori Maloof: Vivian avrebbe acconsentito a mostrare al mondo il proprio lavoro? Maloof ha soddisfatto la recondita volontà della donna o la sta travisando? A ciò non c’è risposta e questa mancanza è forse il difetto maggiore di Alla ricerca di Vivian Maier. Difatti quando il regista si concentra su interviste a persone che l’hanno conosciuta da vicino e ne hanno assaggiato la “crudeltà”, il lento scivolamento verso l’ossessione e la follia e i rigidi insegnamenti, appare chiaro che non riesce rispondere a questi quesiti e di conseguenza comincia a inanellare una serie interminabile di fotografie intense, bellissime, gonfie di macabra ironia e di viscerale realtà, ma notevolmente fine a se stesse.

Maloof inizialmente sembrava avere  l’intenzione di tornare indietro nel tempo, di scoprire lati nascosti della fotografa, ma la pellicola, satura di storie, comincia a procedere in modo ripetitivo e a scivolare in direzione della propaganda e del puerile genere commerciale.  È proprio qui che il film perde di interesse, si riempie di concetti ripetuti e fatica a svelarne di nuovi.

Nonostante ciò è innegabile l’immenso lavoro che si cela dietro Alla ricerca di Vivian Maier, una pellicola che esibisce e sottolinea la passione di una tata (scontrosa) di Chicago, che ha immortalato e cambiato (inconsapevolmente) la Storia della fotografia.

Uscita al cinema: 17 aprile 2014

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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