Un matrimonio da favola di Carlo Vanzina: la recensione

un-matrimonio-da-favola-posterL’innocua fiera del già visto di Vanzina

Un cast interessante per una commedia semplice e priva di pretese. E forse questi sono i punti di forza del prodotto “copia e incolla” diretto da Vanzina.

Vent’anni dopo la maturità, cinque amici inseparabili si ritrovano per il matrimonio a Zurigo di Daniele, che ha fatto carriera nella banca del padre della sposa. Gli ex compagni accettano entusiasti, perché è l’occasione per una rimpatriata, nella quale si può stilare un bilancio della vita di ognuno.

Bisogna fare una premessa: Carlo Vanzina è il regista che ha iniziato il filone dei cinepanettoni ed è abbonato alle opere nazional-popolari, mentre Neri Parenti è l’autore che ha “ucciso” i cinepanettoni e li ha re-inventati negli ultimi due anni. A cosa serve questa premessa? Per non confondere il modo di fare cinema dei due registi. Difatti se da Parenti ci si aspetta trivialità, comicità infantile e gag, che faticano a far sorridere, diversamente Vanzina preferisce il buonismo come approccio filmico, la simpatia maschilista e l’intreccio meno superficiale. Tutto ciò è funzionale per non rischiare di convogliare tutta la commedia “divertente” in un unico calderone. Tuttavia le virgolette sono d’obbligo perché in Un matrimonio da favola si sorride, ma non si ride mai. Difatti le gag si ripetono e stancano abbastanza presto.

La commedia è semplice, è priva di ambizione, recupera una sorta di nostalgia anni ‘90 e (bisogna ammetterlo) il tutto non è pienamente disprezzabile. Perché in aiuto a Vanzina giunge un cast interessante (Adriano Giannini, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Andrea Osvart, Giorgio Pasotti, Stefania Rocca, Riccardo Rossi, Emilio Solfrizzi e Ilaria Spada), che riesce a mantenere l’attenzione su una pellicola che esordisce male, esibendo la canzone pop nei titoli di testa.

Amicizia, amore, omosessualità “normalizzata” (il tema sicuramente meno digerito), tradimenti e rivelazioni fuori tempo massimo sono i temi che si inseriscono meglio all’interno di Un matrimonio da favola, un prodotto che non si fa notare per originalità (difatti sembra un copia e incolla di molte altre pellicole di Vanzina), per anticonvenzionalità e svecchiamento della commedia nazional-popolare. Infatti sembra di vedere una gigantesca puntata de I Cesaroni, che grazie a energiche punte di buonismo, pallone e famiglie allargate ha avuto molta fortuna in questi ultimi anni sugli schermi italici.

Uscita al cinema: 10 aprile 2014

Voto: **1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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