Il pretore di Giulio Base: la recensione

IL-PRETORE-poster-locandina-2929872Il ritorno al cinema di Base è un buco nell’acqua…del lago

Adattamento del romanzo di Piero Chiara Il pretore di Cuvio, Il pretore è l’ultimo film diretto da Giulio Base, che torna dietro la macchina da presa cinematografica dopo tanta fiction televisiva. E il risultato non è dei migliori.

Augusto Vanghetta è il pretore di una piccola cittadina lacustre (Luino). È sposato con Evelina, ma il loro matrimonio ormai è una pura formalità, infatti il pretore preferisce dilettarsi con le giovani popolane e nella scrittura di un testo teatrale. Un giorno arriva in paese un giovane avvocato (Mario Landriani) ligio al dovere, che diventerà il suo “figlioccio”.

Pellicola ambientata negli anni ‘30 (dei quali recupera costumi e acconciature, ma non il contesto), Il pretore evidenzia numerose pecche e un andamento altalenante. E sicuramente tutto ciò è causato non (solamente) dalla costruzione narrativa, che narra grottescamente l’ascesa e la caduta di un dongiovanni di provincia, ma principalmente dalla delineazione caratteriale dei personaggi, che vengono ridotti a sterili macchiette degli anni trenta del secolo scorso. Ma non solo, perché non convincono nemmeno le interpretazioni di un Pannofino gigioneggiante (fin dalla locandina) e pieno di sé e di una Sarah Maestri silenziosa, dolente e asettica dal punto di vista emozionale.

Difatti non basta riportare alla mente i luoghi tanto amati dallo scrittore: la piccola provincia e il lago. Il pretore ostenta una prima parte che sfiora il demenziale, per poi trovare il giusto approccio (quello grottesco) in una seconda parte decisamente più convincente, ma che non basta per salvare in corner il film diretto da Giulio Base. L’impressione è quella di assaporare un prodotto minore, che si scopre ambizioso, ma non riesce a farsi tale perché non ne possiede le giuste potenzialità, i precisi interpreti e lo sguardo compiuto.

Non è un caso che la pellicola si apra e si chiuda su due comari che spettegolano su vista lago. Se all’inizio qualcosa da dire c’è (gli innumerevoli tradimenti del pretore), alla fine le novità si riducono a zero. Proprio come Il pretore, esempio di un cinema abbozzato e sterile, che può avere un unico merito: riportare l’attenzione sullo scrittore Piero Chiara.

Uscita al cinema: 3 aprile 2014

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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