Ti ricordi di me? di Rolando Ravello: la recensione

ti-ricordi-di-me-locandina-lowUna fiaba sbiadita

Tratto da una piéce teatrale, Ti ricordi di me? è l’opera seconda di Rolando Ravello, che segue i dettami della commedia romantica leggera e semplice. Probabilmente in modo eccessivo.

Roberto e Bea si incontrano per la prima volta davanti al portone dell’analista che li ha in cura. Lui è cleptomane e autore di irreali (e tragici) racconti per bambini. Lei è un’insegnante elementare, è narcolettica e soffre di amnesie causate da forti shock emotivi. Il corteggiamento di Roberto è buffo e sfrenato e farà capitolare la resistenza di Bea.

C’era del buon materiale su cui lavorare: Edoardo Leo (ovvero il nuovo mattatore della commedia italiana), Ambra Angiolini (ironica e sufficientemente capace di calarsi in un personaggio carico di idiosincrasie) e la possibilità di spingere sul tasto del sarcasmo nel disegnare i siparietti tra i due attori. Eppure tutto ciò si perde progressivamente in una costruzione narrativa, che indugia nella stucchevolezza e che tarda nel presentare l’avvenimento “svolta” e di conseguenza drammatico della vicenda. Il risultato? Una conclusione approssimativa, sbrigativa e abbozzata, che lascia decisamente l’amaro in bocca.

Ti ricordi di me? non esibisce mai il guizzo necessario per poter veramente interessare e accattivare brillantemente. Si ha l’impressione che soffra dell’ombra di Massimiliano Bruno (sceneggiatore della pellicola), che (prodotti alla mano) non è mai riuscito a staccarsi da quella leggerezza nazional-popolare (tutta abbracci e baci), perennemente contrappuntata da una colonna sonora soft & pop. Come anticipato, la materia a disposizione (la storia d’amore, consumata sull’uscio di un’analista, tra un cleptomane e una smemorata narcolettica) si prestava a una commedia più maligna e psicotica e meno “diabetica” e ingenua.

Inoltre si respira aria di deja-vu, riportando alla mente l’hollywoodiano 50 volte il primo bacio, se non nell’esito, almeno nella forma. La pellicola diretta da Ravello è la favola dei buoni sentimenti, che esibisce le norme sentimentali dell’amore come ricetta di tutti i mali. Un’opera che coltiva l’amore con dosi convenzionali di romanticismo e ironia spicciola. Insomma Ti ricordi di me? è l’occasione mancata per proporre qualcosa di nuovo nel panorama cinematografico italiano, che pare debba far leva, esclusivamente, sulla positività e sugli abbozzi filmici.

Uscita al cinema: 3 aprile 2014

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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