Mr. Peabody & Sherman di Rob Minkoff: la recensione

mr_peabody_and_sherman_ver11_xlgOgni cane dovrebbe possedere un bambino. No?

Direttamente dagli anni ‘60, giunge nelle sale il lungometraggio d’animazione Mr.Peabody & Sherman, prodotto “minore” della Dreamworks, che ostenta con equilibrio chicche narrative e momenti di stanchezza.

Cane eccezionale, dalla mente eccelsa e dall’abbigliamento nerd, Mr.Peabody nella sua vita ha conquistato tutti i possibili riconoscimenti in campo scientifico, ma sentendosi solo decide di adottare Sherman ed educarlo con l’aiuto di una macchina del tempo (il Tornaindietro). Tuttavia quando Sherman dovrà andare a scuola, si scontrerà con il crudele mondo delle istituzioni. Difatti il giovane ragazzo dai capelli rossi viene preso di mira dalla bulla Penny e trattato come un “cane”, fino a costringerlo a “mostrare i denti”.

Tempo fa era una serie televisiva. Ora è un film d’animazione dal 3D posticcio (e parecchio inutile) e dalla morale riconoscibile. E dietro a tutto ciò c’è Rob Minkoff (regista de Il re leone). In fin dei conti il risultato è accettabile, nonostante una trama (a tratti) confusionaria e un’animazione come sempre dettagliata, ma che ricalca distintamente precedenti prodotti Dreamworks. Infatti l’intento didattico ed educativo della pellicola è evidente e non si nasconde dietro a un dito.

Pellicola di formazione, che canta le lodi della paternità (seppur surreale), Mr. Peabody & Sherman si traveste da prodotto minore nel grande calderone hollywoodiano delle carenze d’idee e, viaggiando nel tempo, insegna e fa riflettere, senza dimenticare quel pizzico d’ironia indispensabile per sorreggere l’attenzione dello spettatore.

Mr.Peabody & Sherman è scanzonato, avventuroso, moraleggiante e, disegnando parabole che evidenziano il paradosso temporale, è piacevolmente scorrevole, a metà strada tra l’intrattenimento infantile e quello adulto. Difatti il divertimento è assicurato nell’incredibile viaggio che sfiora la Rivoluzione Francese, l’Antico Egitto, il Rinascimento e la Guerra di Troia. Ma non solo: il film targato Dreamworks mette da parte la scuola e i servizi sociali per elevare a modello di educazione e istruzione il focolare familiare, che questo sia delegato oppure no.

Uscita al cinema: 13 marzo 2014

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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