Pompei di Paul W. S. Anderson: la recensione

50074Anderson perde l’ennesima occasione

L’eruzione è un pretesto. Paul W.S. Anderson racconta una storia d’armi e amore, dimenticandosi qualsiasi tipologia di riflessione culturale e storica.

Milo è un giovane gladiatore celtico che ha visto morire i propri genitori nella feroce rappresaglia romana. Giunto a Pompei, come campione di Britannia, Milo incontra e si innamora di Cassia, la figlia del signore della città, promessa sposa del tirannico senatore romano Corvus.

Esplode il Vesuvio e cancella la città di Pompei. Succedeva nel 79 d.C. e accade oggi sullo schermo cinematografico, grazie alla regia di Paul W.S. Anderson. Tuttavia il ringraziamento si ferma all’accuratezza scenografica di un “universo” pompeiano, che si è conservato per quasi 2000 anni. Per il resto la pellicola diretta da Anderson è un totale fallimento, un film che tenta di intrattenere non riuscendoci, utilizzando l’eruzione come misero pretesto per raccontare una storia d’amore tra uno schiavo (un gladiatore britannico a cui l’esercito romano ha sterminato la famiglia) e la principessa pompeiana Cassia. Tanto romanticismo, un pizzico d’eroismo e la condanna all’imperialismo romano fanno capolino nella storia, ma non basta; anzi tutto ciò si rivela un’operazione sterile, che relega la catastrofe in un terzo atto (gli ultimi quaranta minuti) pregno di effetti speciali in perfetto stile apocalittico. Difatti orde di cittadini che corrono in direzione dell’ipotetica salvezza si vedono catapultare dal vulcano “bombe” di lava, assistono a terremoti e maremoti, per poi essere coperti da un’intensa nube di cenere.

Contraddistinto da una sceneggiatura esile e che fatica ad appassionare (infatti la recitazione alla ricerca di battute a effetto pare all’ordine del giorno), Pompei si rivela in conclusione una pellicola assolutamente inutile, che ostenta incontri tra gladiatori, intrighi politici, amore, amicizia e una terrificante lotta per la sopravvivenza, in un crescendo che vorrebbe essere epico, ma che si tramuta (involontariamente?) in un contenitore trash dalla copertina patinata e banalmente apocalittica.

Fallimento su larga scala e futile intrattenimento tragico, Pompei manca d’interesse filmico, si rivela un disaster movie “sempliciotto”, dall’impianto decorativo e che fatica a essere inserito nella vasta, e non sempre fortunata, categoria kolossal.

Uscita al cinema: 20 febbraio 2014

Voto: *

Leggi la recensione anche su Persinsala

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