Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme: la recensione

EAML_locandinaUn documentario che nasce da una passione incontrollabile

Demme racconta Avitabile. Esordi e musica in una spirale fluida e mai banale.

Enzo Avitabile Music Life è un documentario interessante e fotografa un autore sperimentale, polistrumentista (si cimenta indistintamente con la tromba, il sassofono, la tastiera e qualsiasi altro strumento, conosciuto o meno), che ha dedicato la sua intera esistenza alla musica. Ma la pellicola non nasce (esclusivamente) dalla poliedricità della figura che la macchina da presa immortala, piuttosto da una personale volontà di idolatrare Avitabile da parte di Jonathan Demme. Perché il regista de Il silenzio degli innocenti quando lascia fuoriuscire il suo lato documentarista, riesce a farsi ancor più personale, intimo. Demme scruta, scopre dettagli e mixa parole, suoni e ritmi in un’alchimia artistica riconoscibile, composta di passione, politica, umanità e devozione. La passione è privata (Demme ha dichiarato che Salvammo ‘o munno è la canzone che gli ha cambiato la vita), la politica e la moralità sgorgano dal microfono di Avitabile, mentre la devozione è quella nei confronti del dialetto napoletano, che accompagna e diviene un idioma universale, sul quale palestinesi, iraniani, indiani e armeni partoriscono melodie.

Demme non è nuovo del genere documentaristico (Enzo Avitabile Music Life è il suo ottavo prodotto) e si respira nello stile del regista un’innata passione nel raccontare. Laddove le capacità autoriali si perdono nelle vicende d’infanzia, nella presentazione della famiglia e nella fotografia della moglie di Avitabile “passata a miglior vita” (sospesa in un fermo-immagine), si ritrovano in un montaggio curato, in un’alternanza di “bagni di folla” e canzoni, nei dettagli di strumenti spuri e nel tour dell’umile e piccola dimora del musicista napoletano.

Demme ostenta sentimento e umanità, musica sacrale e popolare. L’estremismo di Avitabile è ben fotografato in un piccolo gioiello, che esalta il musicista e rischia di annoiare lo spettatore comune. Perché l’amore per l’artista oltrepassa il comune racconto e Demme si lascia andare a lunghi momenti, in cui la macchina da presa è immobile e inquadra la musica di Avitabile, nel suo lento ed estremo fluire. Un consiglio? Bisogna soffermarsi sulle parole.

Uscita al cinema: 18 novembre 2013

Voto: ***1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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