Escape Plan – Fuga dall’inferno di Mikael Hafstrom: la recensione

escape-planRevival 80. “Rambo” e “Terminator” si prendono a pugni in amicizia

Contraddistinto da una tonalità action d’altri tempi, Escape Plan – Fuga dall’inferno fa riassaporare autenticamente gli anni 80.

Ray Breslin è un esperto mondiale di sicurezza nelle carceri e il suo lavoro consiste nel farsi rinchiudere (in incognito) e provare a scappare. Proprio quando sta pensando di ritirarsi, un’offerta senza precedenti lo spinge ad accettare l’ultimo incarico.

Pellicola di puro genere, Escape Plan – Fuga dall’inferno recupera il cinema anni 80 e mette in mostra Stallone e Schwarzenegger, fotografandone i profili migliori. Pregno di ironia, arguzia e muscoli, il nuovo prodotto di Häfstrom convince ed è piacevolmente scorrevole. Siamo di fronte a una pellicola di genuino (e dichiarato) intrattenimento, eppure gli elementi sono ben amalgamati e nonostante il copione sia poco credibile, l’action si fa valere inaspettatamente. Difatti il film non si propone di scandagliare profondi antri psicologici e nemmeno di propugnare una tesi interessante e socialmente condivisibile. L’interesse di Escape Plan – Fuga dall’inferno è semplice e autentico: far divertire e strappare qualche risata, in nome dei vecchi tempi.

E se una scazzottata tra Sly e Schwarzy provoca tenerezza e un primo piano al ralenti dello sguardo duro di Arnold fa spellare le mani, si è decisamente di fronte a un prodotto che ha colpito nel segno. Infatti in questa pellicola non è il regista a far la differenza e neppure un contesto da incubo (nessun diritto umano rispettato, guardie “senza volto” e torture in stile Iraq), ma le interpretazioni delle due star anni 80. Stallone si porta appresso quel carattere di umanesimo un filo retorico, ma soprattutto ingenuo, mentre Schwarzenegger ha il tocco leggero di una star provata dagli anni, ma non nello spirito. Lo spirito di chi non si arrende mai, neppure di fronte alle torture più barbare.

Non prendendosi davvero sul serio, Escape Plan – Fuga dall’inferno riesce a farsi cartina tornasole di un genere cinematografico che difficilmente tornerà fulgido come un tempo. L’abuso di effetti speciali e la banalità di alcuni copioni, hanno affossato un genere, che faceva degli elementi picareschi ed epici le caratteristiche distintive. Escape Plan – Fuga dall’inferno non è assolutamente epico, anzi è forse eccessivamente semplicistico, tuttavia permette di sprofondare nella poltrona e gustarsi (assaporandole a fondo) le gesta di Sly e Schwarzy.

Uscita al cinema: 17 ottobre 2013

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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