Diana – La storia segreta di Lady D di Olivier Hirschbiegel: la recensione

49126The surgeon and I

La storia d’amore tra Lady D e il cardiochirurgo Hasnat Khan è un flop. Hirschbiegel dichiara di essersi attenuto ai “fatti”, alle dichiarazioni del dottore, eppure il tutto appare come uno stucchevole e romanzato testamento amoroso.

1995. Il principe Carlo ha tradito Diana con Camilla Parker-Bowles. Lo scrivono tutti i giornali e i paparazzi la assediano, chiedendole se divorzierà. Diana è una donna ferita e durante una visita all’ospedale, al marito dell’amica Oonagh Shalney-Toffolo, conosce l’affascinante cardiochirurgo pakistano Khan. Nasce una storia, un capitolo poco noto e insolitamente felice della favola tragica della principessa Diana.

Romanzato e appiattito. Queste sono le impressioni finali di una pellicola che prova (forzatamente) a inventarsi la vita privata di Diana e che non riesce a sganciarsi da un’impostazione prettamente televisiva. Diana – La storia segreta di Lady D non è un biografico. È il racconto di uno stralcio di esistenza: gli ultimi anni della principessa, prima e dopo il divorzio e appena prima di morire. Due anni nei quali ha vissuto una storia d’amore (con il dottor Khan), si è riscoperta una donna indipendente e si è impegnata dal punto di vista umanitario. Il tutto (a detta del regista) è imputabile alla vicinanza con un uomo normale, che non la tratta principescamente, ma che la ama, semplicemente, come donna.

La pellicola si spezza in due tronconi: impegno sociale (documentato dalla Storia, dai giornali e dalle televisioni) e vita privata. Tuttavia Diana – La storia segreta di Lady D pecca nella costruzione della vita privata, innaffiata da convenzionalità, standardizzazione e momenti inverosimili. Difatti osserviamo Diana svolgere le faccende di casa, cucinare e comportarsi apertamente come una donna e non come una principessa. Tutto ciò appare forzato, tremendamente banale e appartenente a una costruzione filmica preconfezionata, ovvero quella del genere romantico. E come se non bastasse lo spettatore assiste a un’evoluzione narrativa piatta e monocorde, che trova in Naomi Watts un’interprete non all’altezza della situazione e che fa apparire fredda e incolore un’icona radiosa come Lady Diana.

Diana – La storia segreta di Lady D prende in prestito la confezione caramellata e infiocchettata di Notting Hill (nel quale lei era un’attrice di successo alle prese con i riflettori e i paparazzi, mentre lui era un comune librario), la priva dell’ironia, ma la innaffia di dramma riconoscibile e conosciuto visceralmente da tutti. Infatti DianaLa storia segreta di Lady D è l’ultimo prodotto dedicato a Diana, la coda di una lunga schiera di film per la tv, che hanno scavato nell’ombra di una donna amata dal suo popolo e faro di speranza per il mondo intero.

Hirschbiegel smonta una scintillante icona, normalizzandola e rendendola insapore e incolore, erigendole attorno una pellicola inglobata di frasi fatte e vicende banalmente costruite a tavolino. E il congedo del film ne è la dimostrazione. Dopo i fiori e una poesia persiana, le didascalie bianche su sfondo nero ci ricordano i successi dell’impegno umanitario di Diana. Un film che doveva concludersi qualche frame prima, per evitare il completo fallimento.

Uscita al cinema: 3 ottobre 2013

Voto: *1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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