Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe di Tommy Wirkola: la recensione

hansel-gretel-ita-2013Dopo i nazi-zombie, Hansel e Gretel a caccia di streghe. Wirkola e l’ironia splatter

Steampunk velatamente horror, Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe è l’ultima pellicola che entra a far parte del filone dark fable, riadattamenti cinematografici di celebri favole in chiave oscura.

Hansel e Gretel, dopo esser riusciti a salvarsi dalle grinfie di una strega che voleva mangiarli, divengono eroici salvatori di interi villaggi, durante il periodo della caccia alle streghe.

Il regista Wirkola nasce nel genere horror – demenziale, quasi paradossale. E quest’aspetto si nota abbastanza nitidamente. Difatti il suo primo lavoro cinematografico, Dead Snow, è una pellicola nella quale un gruppo di nazi-zombie assale una località sciistica. In Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe la base è la conosciuta favola, nella quale i due fratelli vengono abbandonati nella foresta dal padre e si imbattono in una casa di marzapane (e dolciumi), dove vive una strega che li mette all’ingrasso per mangiarli. I due bambini riescono a fuggire, bruciando la malvagia strega. Ed è da qui che il regista parte per indagare e riportare su pellicola cosa sia accaduto dopo la storia nota e indirettamente cosa l’abbia causata. Gli avvenimenti successivi ce li suggerisce il titolo. Infatti da assassini per necessità, Hansel e Gretel divengono mercenari professionisti e sempre pronti all’avventura, peraltro accompagnati da una sceneggiatura gonfia di battute a effetto («l’unica strega buona, è una strega morta»). Peccato che il film di Wirkola si lasci andare a uno sviluppo degli eventi sterile e poco accattivante e ostenti una costruzione narrativa che, invece di sfruttare il binomio recitativo (e la lampante carica sessuale, ma fraterna), lo divide costantemente, preferendo snocciolare avventure separate e stereotipate, per l’uno sessuali, mentre per l’altra sentimentali. Tuttavia il peccato più evidente non è la sceneggiatura, ma un montaggio che si fa confusionario e non rende pienamente comprensibili le scene di combattimento, nelle quali fucili a pallettoni, balestre e scontri corpo a corpo sono i reali protagonisti.

Però Wirkola non si prende sul serio, immerge i due protagonisti in un microcosmo da graphic novel e lo delinea ironicamente splatter. E probabilmente il fatto che l’opera non voglia spacciarsi per una pellicola seria, ma per un agglomerato di “risse” e di ironia spiccia, è il maggior pregio che non relega il prodotto di Wirkola a film assolutamente da evitare. Difatti volendo effettuare un confronto con gli ultimi esperimenti di dark fable (Cappuccetto Rosso Sangue, Biancaneve e il cacciatore e ultimo, ma in realtà precursore, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, nel quale i due celebri scrittori venivano disegnati come incontrovertibili truffatori) si nota una volontaria variazione stilistica e narrativa, che permette a Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe di tramutarsi in un blockbuster demenziale e farsesco, ma non interamente disprezzabile.

Uscita al cinema: 1 maggio 2013

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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