Flight di Robert Zemeckis: la recensione

flight-locandina-filmIn caduta libera

Dopo tre film d’animazione, Robert Zemeckis torna al live action con Flight (2012), una pellicola provocatoria, che mette in luce la brillante interpretazione di Denzel Washington.

Whip Whitaker è un pilota di linea con il vizio dell’alcool e, dopo una notte di bagordi, si mette alla guida del suo aereo. Ma un’avaria in fase di atterraggio lo costringe a effettuare manovre al limite del possibile (compreso il ribaltamento del velivolo). Riesce a salvare novantasei persone, ma la sua dipendenza viene a galla e rischia di compromettere la sua luminosa carriera.

Polar Express (The Polar Express, 2004), La leggenda di Beowulf (Beowulf, 2007) e A Christmas Carol (2009). Zemeckis pareva essersi affezionato definitivamente alla motion capture  e sembrava che non volesse più tornare a lavorare con degli attori in carne e ossa. E invece ecco Flight, una pellicola dura da digerire, che utilizza come incipit un disastro aereo mancato per raccontare con intensa partecipazione la parabola discendente di un uomo, che non riesce a fare i conti con il proprio problema. Difatti in Whip manca la consapevolezza e il suo carattere arrogante (da assoluta primadonna) acuisce il problema. Non importa se lui è un alcolizzato e un drogato. Lui è riuscito a far atterrare un aereo in avaria, che nessun altro sarebbe riuscito a salvare. È un eroe, non è il colpevole. Ed è proprio su questo scarto narrativo, questa differenza di visione d’insieme, che Zemeckis costruisce l’intero film, inciampando però in alcuni ostacoli narrativi. Infatti il regista, non cambiando mai rotta, si perde in una parte centrale in cui l’insistente interesse a mostrare Whip sballato e senza rimorsi non permette allo spettatore di concentrarsi sul caso giudiziario in cui il protagonista è implicato. Inoltre la figura di Nicole, drogata ricoverata per overdose nell’ospedale dove è ricoverato il pilota, appare sacrificata in favore del one man show di Washington. In fin dei conti non svolge nessun effetto lenitivo nella vita del protagonista, se non che la sua apparizione sfuggente sottolinea ancor più decisamente la solitudine nella quale è immersa l’esistenza del pilota. Per quanto riguarda il resto, Zemeckis giustappone ogni tassello in modo preciso e ordinato e sfrutta alla perfezione un Denzel Washington ispirato, personaggio nel quale delirio e disperazione fanno spazio a sensazioni di onnipotenza e mancanza di redenzione. Se poi a Washington ci aggiungiamo un diabolico Goodman (pusher d’altri tempi), che arriva costantemente accompagnato dalle note di Simpathy for the Devil dei Rolling Stones, metà film è compiuto e ha raggiunto il suo obiettivo: sconvolgere con puntatine di umorismo nero. Dopotutto Zemeckis non assolve nessuno. Inserisce tutti i suoi caratteri in un meccanismo perverso di auto-distruzione morale e fisica. Tuttavia Flight non può essere esclusivamente votato a una nichilista negatività. Ed ecco che arriva il colpo a effetto di Zemeckis: una svolta buonista che non giova al film, che si piega a una necessaria retorica, che si aspettava, ma che si sperava non sarebbe mai arrivata. Una sequenza consolatoria, che fa riempire il cuore degli spettatori più indignati.

Flight entusiasma per la scena iniziale (un concentrato di suspense e maestria registica fuori dal comune), per una colonna sonora fortemente diegetica (emblematico è il brano di Joe Cocker Feeling Alright, che riecheggia nella sceneggiatura in modo significativo; vezzi da versione originale), per uno stile ricercato e mai scolastico, contrappuntato da una serie di primi piani soffocanti e interessanti soggettive, ma soprattutto per un Denzel Washington (quasi) da Oscar, perlomeno da nomination. Flight ai meno attenti può sembrare una pellicola che si concentra unicamente su una delirante parabola verso le profondità dell’animo umano, senza possibilità di risalita. Eppure per l’antieroe indisponente e carismatico una seconda possibilità esiste. Bisogna saperla cogliere al momento giusto.

Uscita al cinema: 24 gennaio 2013

Voto: ***

Annunci

Un pensiero su “Flight di Robert Zemeckis: la recensione

  1. Pingback: Per un pugno di film

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...