The Words di Brian Klugman e Lee Sternthal: la recensione

TheWords_hires2Realtà o finzione

Pellicola matrioska da evitare. The Words (2012) gioca con lo spettatore, ma la pazienza ha un limite.

The Words è uno e trino, ma questo aspetto non è necessariamente positivo. Quaid (Clay Hammond) legge il suo libro a un voglioso pubblico di appassionati. E il romanzo narra di uno scrittore (Bradley Cooper), che a sua volta ha ottenuto un successo clamoroso con un bestseller scopiazzato da un manoscritto rinvenuto in una vecchia cartelletta a Parigi. I complimenti, i soldi e i premi letterari lo inorgogliscono, ma un vecchio (Irons) gli fa vivere un profondo rimorso, raccontandogli la storia di quel mucchietto di pagine.

Scritto e diretto da Klugman e Sternthal, il film è “leggibile” dalle prime battute e le parole scritte su carta si trasformano in vuoti e volatili frammenti di un puzzle inconcludente. Difatti l’intera pellicola si può racchiudere in quest’ultimo aggettivo e se ne possono aggiungere altri, anche più infelici. The Words è insignificante, non trova la propria dimensione cinematografica e ostenta insensatamente una noiosa verbosità. Si parla di morale, di rimorso e di dolore provocato. Ma anche di incubi ricorrenti e di perdita della propria integrità. Tuttavia il tutto è condensato in una messa in scena scontata, che deve, necessariamente, fare i conti con un’interpretazione individuale dello spettatore. The Words prova a farsi criptico, ma cela malamente i propri enigmi. A tal proposito si respira nell’interezza del film un alone di incompletezza narrativa e visiva. Il duo Klugman-Sternthal prova a emozionare, a instillare nel proprio prodotto minuscole pillole di angoscia (come a esempio la struggente storia narrata dall’invecchiatissimo Irons), eppure non raggiunge l’obiettivo prefissato: nascondere la verità.

Tante parole per cercare di confondere impercettibilmente i piani del reale e della finzione. Tante parole per provare a costruire un dramma intrigante e in divenire. E l’emblematic shot finale di Quaid ne è la prova inconfutabile: un perplesso e impaurito primissimo piano per svelare le scatole cinesi ideate dagli sceneggiatori Klugman e Sternthal. Peccato che tutto questo si era compreso 97 minuti prima. Tutto il resto è noia.

Uscita al cinema: 21 settembre 2012

Voto: *

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...