Come non detto di Ivan Silvestrini: la recensione

Commedia omosessuale ben infiocchettata

Buono l’esordio alla regia di Silvestrini. Come non detto (2012) è una commedia brillante, che tratta l’omosessualità in modo spensierato, ma senza pregiudizi.

Fare coming out senza sconvolgere e stravolgere gli equilibri familiari. Parte da questa affermazione Silvestrini per costruire la pellicola Come non detto, opera prima senza pretese, che riesce a far sorridere senza cadere nell’eccessivo macchiettismo. Difatti Mattia è un ragazzo gay che non ostenta la sua omosessualità in modo esasperato; non estremizza il suo status di “diverso”. La sua unica preoccupazione, dopo essersi innamorato di Eduard, è di comunicare alla famiglia la sua condizione. E dopo mille ripensamenti decide di esternarlo a cena, prima di partire per Barcellona, dove ha trovato lavoro e dove andrà a vivere con il suo ragazzo. Tuttavia l’inconveniente è dietro l’angolo: Eduard sta arrivando a Roma per conoscere la famiglia di Mattia ed è convinto (alimentato dalle bugie di Mattia), che madre, padre, sorella e nonna siano già a conoscenza della loro relazione. Si innescherà un meccanismo a ripetizione per evitare l’incontro/scontro, grazie all’aiuto della sua migliore amica Stefania e di Giacomo, in arte Alba Paliettes.

Silvestrini narra in modo spensierato la fatidica giornata (24 ore di prove allo specchio e mezze parole), ma non si limita a raccontare in modo prettamente cronologico gli eventi. Perché l’interesse del regista è quello di rappresentare le numerose occasioni perse di dichiararsi, di mostrare la formazione sessuale ed emozionale di Mattia e di presentare i personaggi che gli girano attorno (aiutato da flashback curati). E allora ecco che fanno la loro smagliante apparizione una madre sensibile e dismessa, un padre allenatore di rugby maschilista e fedifrago incallito, una sorella coatta (costantemente incinta) con marito (meccanico) al seguito, la fedele consigliera Stefania e Giacomo, drag queen di notte e “lavandiere” di giorno. Insomma un excursus di caratteri differenti, che ruotano intorno alla vicenda di Mattia, contraddistinta da un ritmo sostenuto e da una narrazione fluida. Silvestrini riesce nell’incauto compito di non cadere nel baratro del cliché, affrontando il problema dell’identità sessuale con spensierata leggerezza. Non siamo di fronte a un protagonista indeciso sulla sua condizione sessuale, ma a un ragazzo che ha la difficoltà di afferrare la sua felice situazione a causa di un sistema sociale che glielo impedisce. Lo stesso coming out diviene un ostacolo insormontabile, ingigantito dalla paura di provocare nei suoi cari un profondo sentimento di delusione.

Come non detto si fa apprezzare per la sua genuinità visiva e narrativa; un romanzo di formazione (la stessa struttura filmica ricorda quella di un libro) corale, nel quale il protagonista, dopo aver difficilmente accettato se stesso, (si) affronta a viso aperto e in modo autentico, senza bugie o sotterfugi. Silvestrini convince e fa sorridere; una brillante ora e mezza, senza la pretesa di condannare pregiudizi  e maldicenze. Nota a margine: irriconoscibile (in positivo) Francesco Montanari. Il Libano si è truccato e  ha messo i tacchi a spillo. Esilarante.

Uscita al cinema: 7 settembre 2012

Voto: ***

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...