The Avengers di Joss Whedon: la recensione

La Marvel ha finito le idee

La somma non dà risultati soddisfacenti. Il gruppo dovrebbe fare la forza, eppure il singolo (Iron Man) domina su tutti.

Operazione che punta esclusivamente a far cassa (e ci riesce), The Avengers (2012) raduna tutti i supereroi Marvel (Iron Man, Thor, Captain America, Hulk con l’aggiunta dei membri S.H.I.E.L.D.) sotto la guida registica di Whedon. L’intenzione è quella di stupire non solo con effetti speciali, ma con ironia e strapotenza fisica. Ed ecco che Thor (con tutta la sua carica enfatica e shakespeariana) lotta contro gli ignoti invasori alieni, con martello e balzi felini. Captain America incarna lo spirito a stelle e strisce (tosto, orgoglioso e coraggioso), tirando calci e pugni, proteggendosi con il suo scudo patriottico e cercando di risolvere la situazione in solitaria. Iron Man è il playboy, filantropo, arrogante e miliardario e “colpisce” i suoi avversari (e compagni di avventura) con ironia e citazioni cinematografiche. Mentre Hulk è l’arrabbiato bestione verdastro, colui che non ha effettuato un percorso filmico simile agli altri eroi Marvel. Difatti Hulk è il personaggio che ha debuttato sullo schermo nel 2002, successivamente ha partecipato a un reboot senza mordente e incassi, per poi approdare nell’ambizioso progetto Marvel. Personaggio esile e con poco appeal è forse il carattere che ottiene dalla regia di Whedon più aspetti positivi, che negativi. Ma Hulk e Iron Man non bastano a risollevare le sorti di una pellicola, che nasce esclusivamente per racimolare soldi; un blockbuster esplosivo nel quale non si trova lo straccio di una sceneggiatura narrativamente avvincente. Whedon satura l’immagine di esplosioni, battaglie, colpi di scena e dialoghi prolissi e costruiti banalmente a tavolino. Inoltre il cattivo di turno è il deludente Loki, fratello di Thor, meschino e insopportabile conquistatore, invasore alieno arrogante e pieno di sé . E come se non bastasse rivediamo all’opera l’onnipresente (solo nelle pellicole mediocri) Samuel L. Jackson, il direttore della divisione segreta S.H.I.E.L.D, che fa acqua da tutte le parti.

The Avengers non possiede la tensione action necessaria e l’accavallarsi di tantissime sequenze, potenzialmente guerrafondaie, lo fa sprofondare in una noia perpetua. Se lo spettatore dovesse addormentarsi, non sarebbe un problema: riaprendo gli occhi vedrà nuovamente Iron Man svolazzare per le avenue di Manhattan e Captain America lanciarsi all’assalto di chiunque. Inoltre Whedon conferma la voglia statunitense di riaffermare uno strapotere cinematografico assoluto e di combattere (sulla carta) per la Terra con le proprie forze senza l’aiuto di nessuno, come nella realtà. E proprio come fanno i personaggi del film: combattere (da soli) e magari morire, ma combattendo. Niente di più prevedibile.

In conclusione si può affermare che la somma dei supereroi di carta (patinata), che sgomitano parecchio di fronte alla macchina da presa, non porta dei risultati soddisfacenti. Rivogliamo i film singoli. Evitando un altro Hulk.

Uscita al cinema: 25 aprile 2012

Voto: **

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