L’estate di Giacomo di Alessandro Comodin: la recensione

Sentire e sentirsi

Radioso e intimo. In parte documentario. In parte finzione. Complice e affettuoso. L’estate di Giacomo racchiude tutto questo in un estivo collage naturalista.

Rive del Tagliamento. Giacomo, diciotto anni, e Stefania, sedici, si perdono nella campagna friulana mentre si recano in un posto per fare un picnic. Dopo una lunga camminata si ritrovano in un luogo stupendo, nel quale una giornata sembra un’estate intera. L’estate in cui Giacomo tornerà a sentire.

Pardo d’oro all’ultimo Festival di Locarno, L’estate di Giacomo impara la lezione dalla nouvelle vague e si compone di una discontinuità narrativa unica, esclusiva per il panorama italiano. Comodin insegue Giacomo, lo scruta e instaura un rapporto macchina da presa – protagonista quasi claustrofobico. Ne ostenta le particolarità e si sofferma sui dettagli. Difatti non è casuale la prima scena della pellicola, nella quale osserviamo, grazie a un taglio dell’inquadratura obliquo, l’apparecchio cocleare adagiato sull’orecchio di Giacomo, intento a percuotere con estrema violenza una batteria, senza curarsi del ritmo. E qui il regista invia il primo messaggio, che arriva al destinatario con estrema precisione: Giacomo è sordo. Le sequenze successive lo confermano (la difficoltà a esprimersi chiaramente, l’entusiasmo con cui accoglie nuove sonorità) e, si suppone, sia sordo dalla nascita. Perché il regista non lo svela o, per meglio dire, per lui non è un elemento fondamentale.

Un lungo piano sequenza si apre sulla campagna friulana; di spalle alla macchina da presa di nuovo il nostro protagonista e una sua amica, Stefania. Diradando le sterpaglie, raggiungono un luogo idilliaco, un paradiso sospeso, nel quale la dimensione ludica si mixa continuamente a una sensazione di risveglio dei sensi, a un’impressione costante di accadimenti improvvisi di fronte a una macchina da presa che non aspetta altro che immortalarli. Il rapporto tra Giacomo e Stefania è complice, è affettuoso, è amichevole. È amore? Comodin lascia tutto appeso a un filo di indecisione e incomprensione, che si allunga inequivocabilmente nelle sequenze successive aiutate da un montaggio brutale, violento, che sposta la vicenda in casa, in un campo, in una fiera di paese e di nuovo in quello sprazzo di natura selvaggia gonfia di rumori, colori e movimento.

Comodin è criptico, realizza un film che si aggrappa alle sensazioni, alle prime volte, alle scoperte di un mondo nuovo attraverso un’estate composta esclusivamente da percezioni sonore. Ed è questo approccio che lo spettatore deve abbracciare senza riserve. Deve necessariamente entrare in contatto empaticamente con il protagonista, vivere L’estate di Giacomo come un viaggio autentico di riscoperta. E qui è insita la difficoltà della pellicola diretta da Comodin, che nasconde eccessivamente, nelle trame delle sue inquadrature, un messaggio vitale. Lo stile troppo ricercato ed esclusivamente autoriale (composto da lunghe sequenze in steadycam, inquadrature oblique e instabili, che ostentano nella maggior parte dei casi una voce fuori quadro) sommato a un’estremizzata discontinuità narrativa (priva di alcun riferimento temporale) rischiano di ridurre a mero esercizio stilistico una pellicola che invece si rivela tutt’altro. L’estate di Giacomo, caratterizzato da una straordinaria fotografia (luminosa e cangiante), è intimo, raccolto ed estremamente significativo, eppure le emozioni che sbocciano tra Giacomo e Stefania faticano a bucare lo schermo, appiattendosi a rapporti sospesi in un’indecisione narrativa. Il film non è un collage fine a sé stesso, ciò nonostante il fraintendimento è facile.

Prodotto unico e complesso, L’estate di Giacomo, nonostante tutto, lascia dubbiosi, nella forma e nella morale. Il giudizio rimane sospeso, proprio come la scelta del genere da attribuirgli (documentario o dramma) o, per meglio dire, come quel bacio verso il quale tende tutto il film e che, forse, in un modo o nell’altro, arriverà.

Uscita al cinema: 20 luglio 2012

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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