I pinguini di Mr.Popper di Mark Waters: la recensione

Ferragosto invernale

Divertente e non banale, la pellicola con protagonista Carrey conferma il suo istrionismo e la sua carica comica.

Dopo aver conosciuto suo padre soprattutto via radio, Tom Popper (alias “sulle punte”) diviene un uomo d’affari spietato e, a sua volta, un genitore assente per i suoi due figli. Difatti le sue uniche preoccupazioni sono il lavoro di agente immobiliare di lusso e la conquista del ruolo di  quarto associato milionario dell’azienda per cui lavora. Per raggiungere questo ambito obiettivo dovrà convincere la gentile vecchina proprietaria del Tavern on the Green, situato a Central Park, a vendergli il terreno. Nel mentre il padre di Popper muore e gli lascia in eredità un gruppo di pinguini, dei quali non riuscirà a liberarsi.

Commedia natalizia fuori tempo massimo o in netto anticipo (il film è uscito il 12 agosto), I pinguini di Mr.Popper (Mr.Popper’s Penguins, 2011) svela un Carrey che accantona trucco e mimica facciale per limitarsi a far ridere in modo classico. E ci riesce in pieno. La pellicola è ordinaria, familiare e di facile intrattenimento, eppure si fa accattivante e diviene in un batter d’occhio una piacevole e godibile opera, che utilizza i simpatici volatili per spingere adeguatamente il tasto del riso. L’interesse del regista si rifà a un potenziale riallacciamento padre-figlio, dopo che quest’ultimo ha vissuto tutta la sua infanzia con la perenne assenza del genitore, sempre in giro per il mondo. Ed ecco che i pinguini sono l’ideale contrappasso emozionale, lascito ereditario, che serve a Tom non solo per riscoprire l’amore per il padre defunto, ma anche per ricomporre matrimonio e rapporti con i figli Billy e Janie. Il tutto riesce in modo convenzionale e consueto; tutto in perfetto stile us comedy, mantenendo sullo sfondo una New York innevata. Eppure ci si diverte, si ride, senza necessariamente sforare nella farsa o in facili patetismi.

Le gag fantasiose e divertenti si sprecano, gli omaggi cinematografici anche, e Carrey, con queste premesse, non può far altro che esaltarsi. E ben si amalgamano due differenti scuole comiche: quella fisica e infantile e quella classica, che solletica in modo ludico un repertorio natalizio di facile approccio e comprensione. Carrey balla con i pinguini proprio come faceva Van Dyke in Mary Poppins (1964) ed effettua una catarsi non solo necessaria, ma obbligata, proprio come nelle più ordinarie delle commedie americane. Cordiale favola metropolitana, colma di citazioni, I pinguini di Mr.Popper non è una pellicola indimenticabile, eppure rinfresca, con numerose secchiate di buonumore, il torrido agosto vacanziero.

Uscita al cinema: 12 agosto 2011

Voto: ***

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