21 Jump Street di Phil Lord e Christopher Miller: la recensione

Spin-off moderno

Farsa college-cop con protagonisti Jonah Hill, perfettamente calato nel ruolo, e un sorprendente Tatum.

Greg Jenko e Morton Schmidt hanno frequentato la stessa scuola superiore. L’uno è un bullo (maschio alpha) profondamente ignorante, mentre l’altro è un nerd, che fatica a inserirsi nelle dinamiche sociali scolastiche. Casualmente si ritrovano in una scuola di polizia, luogo dove si danno una mano a vicenda. Dopo una gavetta nel pattugliamento dei parchi in bicicletta, vengono destinati a un compito speciale e delicato. Dato il loro aspetto giovanile, vengono dirottati alla divisione 21 Jump Street, specializzata in azioni di copertura nei licei. Greg e Morton dovranno sventare l’allargamento a macchia d’olio di una pericolosa droga.

Phil Lord e Chris Miller dirigono il loro primo lungometraggio con attori in carne e ossa e si misurano con l’adattamento cinematografico di una serie televisiva molto popolare negli States alla fine degli anni 80. Il risultato finale è una pellicola volontariamente volgare e perfettamente inserita negli schemi prestabiliti della commedia adolescenziale. Scelto il cast, nel quale troviamo il giovane istrione Hill, la rivelazione Tatum e il fratello minore della famiglia Franco, i due registi decidono di imprimere, alla struttura seriale di 21 Jump Street (2012), un’impostazione moderna, evitando di cavalcare gli stilemi revival del periodo di fine anni 80. In primo luogo cercano di caratterizzare in modo abbastanza chiaro i protagonisti, facendoli convivere dal liceo alla successiva carriera in polizia, poi ribaltano i ruoli all’interno dell’operazione di copertura. Di conseguenza Tatum (belloccio e palestrato) diviene un nerd ostracizzato da una classe di giovani adolescenti “bio”, che comandano la scuola ed eleggono a rilevante figura di riferimento il goffo e paffuto Hill. Ed è qui che si differenziano le interpretazioni dei due attori: difatti Tatum riesce a rivelare una insospettabile vena comica e una parziale versatilità all’interno del ruolo del secchione scientifico, mentre Hill si attesta a livelli accettabili, senza però mai elevarsi a vero strumento comico del film.

Per quanto riguarda la struttura e i meccanismi divertenti, 21 Jump Street è una farsa nel vero senso della parola, volgare e superficiale. Infatti l’errore dei due registi è quello di non aver in nessun modo evidenziato o cavalcato la sfumatura parodistica, che la pellicola metteva a disposizione. Parzialmente godibile e di puro intrattenimento, 21 Jump Street, nonostante il boom al box office statunitense, non convince fino in fondo, dimostrandosi l’ennesima commedia, che strumentalizza la volgarità e la componente adolescenziale, per accattivare il pubblico. Da far notare il cameo di Johnny Depp, attore che ha accresciuto la sua fama di idolo teenager nella serie televisiva del 1987.

Uscita al cinema: 15 giugno 2012

Voto: **1/2

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