Benvenuto a bordo di Eric Lavaine: la recensione

Comédie française, navire italien

Commedia d’esportazione francese, Benvenuto a bordo (Bienvenue à bord, 2011) non fa imbarcare le risate.

Responsabile delle risorse umane in una compagnia di crociere (Costa), Isabelle si vendica del suo capo, amante di lungo corso, che l’ha piantata e licenziata, assumendo Remy, un disoccupato senza nessuna referenza e con un atteggiamento assolutamente infantile. A bordo porterà all’esasperazione i componenti dell’equipaggio, soprattutto Richard (direttore di crociera), rendendo comunque la vita migliore a tutti con un semplice schiocco delle dita.

Leggera, romantica, ma inconsistente, la pellicola diretta da Lavaine inscena, all’interno di un ambiente chiuso, la struttura classica, secondo la quale a un’iniziale disgregazione dei rapporti segue una riconciliazione, che migliorerà vita e status sociale dei personaggi. Si gioca sull’equivoco ripetitivo e noioso e Benvenuto a bordo sbaglia a sostenersi sull’apporto recitativo di Dubosc, che interpreta lo sciocco e idiota animatore della crociera. Innamorato della “capitana” Ranieri, Remy è un personaggio irritante, poco divertente e si scambia (erroneamente) la sua ingenuità per bontà d’animo. Purtroppo Lavaine costruisce un personaggio che invece di avvicinarsi, con la sua semplicità, allo spettatore, si allontana dallo stesso con il proseguire della pellicola. Condito da una fotografia dozzinale e principalmente propagandistica (la Costa Crociere si fa una pubblicità spudorata), una sceneggiatura scialba e decisamente abbozzata e un impianto costruito a tavolino e di facile lettura, Benvenuto a bordo è l’ennesima commedia inutile, contraddistinta da un intrattenimento esile e poco ispirato. Serve a poco una colonna sonora da “trenino” e balli in maschera; il film di Lavaine non convince in nessun modo. E anche gli attori non aiutano. Abbiamo già parlato (male) di Dubosc, ma non si salvano in corner nemmeno Luisa Ranieri, bella capitana in minigonna, Darmon, leccapiedi direttore di crociera, Astier, capo fedifrago di Isabelle, e Philippe Lellouche, animatore che si finge omosessuale per poter rimorchiare le donne in crociera. Nonostante tutto si apprezza la narratrice, interna ed esterna, Valerie Lemercier, ovvero la vendicatrice Isabelle, personaggio funzionale per l’imbarco di Remy.

Sfoggiando una costruzione comica monotona e parecchio scontata, Benvenuto a bordo non sfonda lo schermo e con semplicità si fa da parte per far emergere altre opere che possono avere un miglior sfruttamento commerciale. Curiosità: prima di schiantarsi con la Concordia vicino all’Isola del Giglio, Schettino è stato il consulente di Benvenuto a bordo. Preludio di fallimento?

Uscita al cinema: 15 giugno 2012

Voto: *

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