Scialla! (Stai sereno) di Francesco Bruni: la recensione

Padri e figli: istruzioni per l’uso

Adolescenziale e umano, ma soprattutto vero.

Bruno Beltrame è un ex-insegnate ed ex-scrittore, che ormai non ha molto da chiedere alla vita. Ridottosi a essere un ghost writer e accontentandosi di ripetizioni svogliate, Bruno tira avanti in qualche modo. Fino a che un giorno la mamma di Luca (uno degli alunni privati) non gli comunica che Luca è suo figlio e gli chiede se può fermarsi da lui per sei mesi. Bruno è disorientato e imparerà una sonora lezione.

Bruni, sceneggiatore di successo, si sposta dietro la macchina da presa e si butta a capofitto nel progetto Scialla! (2011), film adolescenziale che non scivola in un facile e scontato patetismo e in una volgarità spiccia. Difatti se lo slang romanesco fa frequentemente capolino tra le sequenze della pellicola, il rapporto padre/figlio si palesa ma non viene stigmatizzato. Nessun lacrimone scende sulle guancie degli spettatori, anzi sono di più i sorrisi che si disegnano sui volti. Proprio perché Bruni decide di non spingere troppo sull’acceleratore della retorica e della commozione, ma piuttosto sceglie di realizzare un prodotto adolescenziale, ma estremamente verosimile. Infatti non si vedono abbracci, ma una forza di volontà e cooperazione, che risulta utile per riemergere dalle profondità della mediocrità (scolastica ed esistenziale). Bruno ha un cambiamento radicale, paterno, ma mai oppressivo, anche perché il cambiamento emozionale non si nota immediatamente, ma procede gradualmente. Difatti tralasciando l’autorialità stilistica (sbandierata e spesso necessaria), Bruni realizza un percorso di formazione anticonvenzionale applicabile al padre e al figlio in modo equilibrato.

Scialla! non ostenta, con effimera superficialità, un atteggiamento educativo e predicatorio; eppure la pellicola continua a ricordarci continuamente come famiglia e scuola dovrebbero cooperare per raggiungere uno scopo finale (evitare di trascinare stancamente la propria vita?). E il tutto non scivola sul terreno scivoloso del patetismo, ma viene affrontato con la semplicità e con il sorriso sulle labbra, elementi che permettono  ai due protagonisti di imparare l’uno dall’altro. Bravissimi sono gli interpreti (Bentivoglio e per la prima volta sullo schermo Scicchitaro), che interpretano rispettivamente il padre travolto da un’insolita consapevolezza e Luca, adolescente problematico (ma neanche troppo), che sciorina slang e vestiario da strada con estrema facilità.

Bruni realizza una pellicola vera, evitando di indugiare sullo stereotipo imbronciato e rinchiuso dentro casa dell’immaginario adolescenziale. Luca è solare e in piena tempesta comportamentale, ma soprattutto è un ragazzo che affronta la vita sorridendo sempre. Bruni, evitando (come anticipato precedentemente) la facile commozione, affronta il rapporto padre/figlio in modo autentico, mostrando la necessità spesso inconsapevole di ricercare sempre una guida, un esempio da seguire anche per il contenitore più impermeabile e privo di stimoli (Luca) che esista sulla faccia della terra. Vincitore della sezione Controcampo all’ultimo festival di Venezia, Scialla! si attesta a pellicola godibile e intelligente, che non perde mai il suo lato genuino di commedia comica generazionale.

Uscita al cinema: 18 novembre 2011

Voto: ***

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