Una spia non basta di McG: la recensione

Ma la spy-story dov’è?

Alla conquista della donna amata, tra cimici ed evoluzioni da vera spia navigata.

FDR e Tuck sono spie. Ma non solo, perché sono amici per la pelle e coppia ben assortita nelle operazioni della CIA più rischiose. L’uno dongiovanni e l’altro sposato (con figlio a carico) finiscono per invaghirsi, entrambi, di Lauren. A questo si aggiunge che i due si rivelano a vicenda da chi sono attratti. Il risultato è una guerra senza esclusioni di colpi, con annesse task force super preparate.

Lasciata la saga Charlie’s Angels e l’apocalittico futuro di Terminator, McG (pseudonimo di Joseph McGinty Nichol) dirige Una spia non bastaromantic comedy contraddistinta da velate incursioni spy. Il titolo della pellicola dice tutto e lascia presagire che su un binario parallelo alla vicenda principale – la conquista della celestiale donna – si muova una storia con un vero cattivo, intento a distruggere, senza nessuna remora, i due agenti della CIA. E la sequenza iniziale conferma le aspettative attestando, inoltre, il talento action del regista. Eppure tutto questo si perde nel proseguo della pellicola facendo ricomparire, inevitabilmente, in un finale raffazzonato e sbrigativo il crudele Heinrich (interpretato dall’inglourious basterd Til Schweiger) e mostrando il fianco a una commedia dai toni pacati. Nonostante tutto, le sortite ironiche fanno capolino, grazie soprattutto alle interpretazioni surreali e concitate dei due attori Chris Pine e Tom Hardy, ma non bastano a salvare in corner la pellicola, che scivola pedissequamente su un terreno instabile e ridondante. Infatti se inizialmente si può sorridere delle esponenziali inverosimiglianze che si materializzano sul cammino della pellicola, si evidenzia un effetto ripetitivo, che rischia di sfociare in una facile lettura degli avvenimenti successivi.

McG non spinge sull’acceleratore, anzi pigia sul freno ripetute volte cercando di far emergere, dalla dura scorza dell’agente “che non deve chiedere mai”, un cuore d’oro e romantiche ambizioni. Nonostante tutto tra le due spie fa capolino la compiuta interpretazione di Reese Witherspoon (tornata a calcare le scene in modo convincente) e dell’isterica, costantemente sopra le righe, Chelsea Handler, “esperta” tuttologa di relazioni sentimentali.

Una spia non basta, non componendosi di innovazioni stilistiche e elementi tecnici di pregevole fattura, si attesta a pellicola d’intrattenimento ed evasione, che smonta un genere per rimontarlo, malamente, con un altro con cui collima difficilmente. Un progetto di questo tipo era stato già tentato, senza riuscirvi, da Mr e Mrs Smith, film di dubbio gusto, che però aveva messo in mostra un maggior coinvolgimento e cooperazione tra i due attori, Pitt e Jolie. Inoltre aveva evidenziato un mix equilibrato di azione e sentimentalismo, che l’opera di McG non contiene. Che dopo aver visto Una spia non basta si debba rivalutare Mr e Mrs Smith?

Uscita al cinema: 20 aprile 2012

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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