Young Adult di Jason Reitman: la recensione

Crescere…forse!!!

Adulta irrisolta, incapace di relazionarsi in modo maturo e alcolizzata. Mavis ha quarant’anni, ma si sente ancora la reginetta del liceo della piccola cittadina di Mercury.

Mavis Gary è una ghost writer di titoli adolescenziali, che abbracciano il pubblico “young adult” , una fascia d’età che ruota intorno ai 18 anni. Dopo aver ricevuto, via mail, dal suo ex-ragazzo l’invito a partecipare al battesimo di suo figlio, decide di partire per Mercury, il paesino della provincia statunitense dove è cresciuta, con il solo scopo di riconquistarlo. Nel mentre instaura un rapporto insolito con Matt, un ragazzo con cui non ha mai avuto nulla da spartire al liceo.

Si ricompone la coppia Reitman-Cody e il risultato è Young Adult, una pellicola cinica e priva di redenzione, che mette su un piedistallo un personaggio femminile odioso e arrogante, provocante e provocatore. L’atteggiamento di Mavis rispecchia la fascia d’età per cui scrive i suoi racconti, nei quali si intrecciano storie d’amore tra i banchi dei licei americani; il suo successo sta svanendo, la serie si è conclusa e lei è intenta a scrivere l’ultimo capitolo. Diablo Cody, aggrappandosi alla sua musa ispiratrice Minneapolis, costruisce un carattere rimasto confinato nello status di reginetta della high school : sboccata, disinibita, capricciosa e alcolizzata, Mavis ritorna indietro per poter andare avanti, cominciare a vivere. E allora diventa interessante il montaggio frenetico della pellicola, che non indugia sulle bevute, per saltare direttamente alla mattina successiva, che mostra la preparazione agli incontri con il suo ex-fidanzato Buddy Slade, una sorta di rituale per recuperare l’avvenente bellezza, che aveva conquistato il cuore del ragazzo. Ma Reitman non si sofferma solo su questo, anzi, mostrando l’altro lato della medaglia, la raffigura sciatta e vestita solo del suo pigiama, intenta ad acquistare un vestito, oppure si sofferma abitualmente sul suo autodistruttivo stress, rappresentato dalla continua asportazione di ciocche di capelli. Il regista osserva distaccato e divertito la distruzione del mito della reginetta, il mito del vincente sempre e comunque. Perché il percorso inverso di Mavis prevede una riscoperta della consapevolezza in se stessa che le manca. Lo scontro con il muro dell’indifferenza e lo sguardo giudicante dei “provincialotti” ingenui – tutti famiglia, lavoro, Taco Bell e KFC – di Mercury, le provocherà nuovi turbamenti e nuove insicurezze. Mavis torna alle sue origini non per confrontarsi con il suo passato, ma per sentirsi nuovamente la migliore e questa convinzione non la abbandonerà per tutti i 95 minuti del film. Difatti Reitman non permette catarsi, non fornisce la ricetta della felicità.

Young Adult si muove in modo convincente nelle stradine della provincia statunitense, utilizza una fotografia in un cui non è presente un solo colore caldo e presenta una serie di buone interpretazioni. E se a Patton Oswalt gli viene cucito addosso il perfetto vestito del “cresciuto” nerd e Patrick Wilson caratterizza al meglio l’ex ragazzo di Mavis, realizzato, privo di reali ambizioni e intento a vivere una vita normale – non necessariamente visto in accezione negativa – , grande merito per la riuscita della pellicola va alla prova recitativa di Charlize Theron. Bravissima a svestirsi della sua bellezza eterea, l’attrice rappresenta al meglio un’insoddisfazione che le si dipinge sul volto; pesando le mille sfaccettature, rivela un’assenza di sentimenti, che diviene una serie di battute trascinate e una camminata perennemente ciondolante.

Agrodolce, velatamente ironico, persecutorio e cinico fino alla fine, Young Adult non permette a nessuno di essere veramente esente da colpe. E se la protagonista è la rappresentazione della decostruzione di un mito, che trasmette simpatia all’interno di una drammaticità verosimile e non costruita a tavolino, la provincia e suoi abitanti, intrisi di un pregiudizio (in)fondato, si ritrovano a essere analizzati come comunità, basando l’indagine su una serie di cliché e stereotipi, che aderiscono alla realtà in modo convincente. Reitman e Cody rispetto a Juno compiono un passo indietro; se la protagonista della loro prima collaborazione era un’immatura (per ovvie ragioni d’età), che rivelava una maturità impensabile, in Young Adult avviene l’operazione opposta. Reitman, con fare distaccato, non giudica, sospende la pellicola e dedica l’ultimo primo piano a Mavis. Si potrà cominciare finalmente a vivere?

Uscita al cinema: 9 marzo 2012

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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