Jack & Jill di Dennis Dugan: la recensione

Noia²

Adam Sandler si sdoppia, ma il risultato non è dei migliori: poche risate e tanti sbadigli.

Jack ha successo nella vita e nel lavoro. È un pubblicitario conosciuto e ha una famiglia adorabile. L’unica sua ossessione è la sorella gemella Jill, identica a lui, solo più in carne e molto più petulante. Arrivata a Los Angeles per la Festa del Ringraziamento, Jill si insidierà in casa di Jack combinando ogni tipo di disastro.

Commedia demenziale in salsa familiare, Jack e Jill sdoppia l’attore comico considerato il simbolo della cinematografia popolare statunitense e si attesta come una pellicola priva di una sceneggiatura solida e di gag convincenti. Ostentando sequenze nelle quali le flatulenze superano di numero le battute e mettendo in mostra un personaggio che non risulta solo irritante, ma addirittura odioso, la pellicola, diretta da Dennis Dugan – giunto alla quinta regia di un film con protagonista Sandler –, accosta una serie di situazioni potenzialmente esilaranti, ma snaturate dalla duplice presenza dell’attore americano. Racchiudendo in una sola pellicola i suoi due caratteri forti (il cinico e l’infantile, con tanto di parrucca e voce in falsetto), Sandler non riesce a fornire un’adeguata caratterizzazione a nessuno dei due personaggi, appiattendo ogni battuta e dimostrando che la commedia americana demenziale punta più a ripetersi all’infinito piuttosto che a rinnovarsi. Insomma una pellicola che pone su un ideale piedistallo Sandler, senza dargli però una convincente celebrazione. Difatti vediamo Katie Holmes, moglie carina e assolutamente innocua di Jack, assolutamente fuori da ogni tipo di sviluppo narrativo, un ruolo che non risulta mai funzionale o significativo. Differente è la figura che va a ricoprire Al Pacino; interpretando se stesso e ridicolizzando la sua icona di attore iracondo e allergico alle telecamere, inizialmente si pensa che voglia invertire in modo repentino la sua carriera di attore di spessore, proprio come aveva fatto De Niro nella saga Ti presento i miei , nella quale interpretava il personaggio del burbero padre famiglia. Difatti De Niro, mostro sacro della cinematografia drammatica e gangster , ha saputo reinventarsi e donare il suo sguardo arcigno alla commedia demenzial-spensierata, affiancando il protagonista assoluto, Ben Stiller. Pacino invece non segue lo stesso percorso, anzi pur apparendo in numerose sequenze, non dà nessun apporto significativo alla pellicola; si limita a svolgere il compitino, cercando di estremizzare la sua rabbia “ shakespeariana ”. Però bisogna sottolinearlo: quando è in scena lui si sorride.

Pellicola convenzionale dal punto di vista stilistico e tecnico (si predilige una ripresa fissa e una fotografia che cerca di focalizzarsi nella maggior parte dei casi sui marchi pubblicitari), Jack e Jill ostenta situazioni di facile lettura e insegue un finale che accantona la demenzialità per ricercare il patetico, comunque contraddistinto da una spruzzatina di irritante ironia. Purtroppo Sandler, rimanendo in famiglia, non offre nessuno spunto di riflessione, nessun tema controverso o irriverente. Dugan gli permette di esprimere tutto il suo potenziale, gli cuce addosso un vestito su misura. Peccato che il vestito sia mal assortito.

Uscita al cinema: 17 febbraio 2012

Voto: *1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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