Immaturi – Il viaggio di Paolo Genovese: la recensione

Adolescenti: a volte ritornano

L’incubo ricorrente della maturità è passato. Ora i protagonisti di Immaturi si imbarcano per il viaggio che non sono riusciti a portare a termine vent’anni prima.

Francesca, Piero, Luisa, Giorgio, Eleonora, Virgilio e Lorenzo vogliono recuperare il tempo perduto e decidono di organizzare il viaggio della maturità, passando una settimana a Paros, un’isola della Grecia, con mogli, amanti e familiari al seguito. I compagni di classe affronteranno nuove avventure, fondamentali per il loro processo di crescita.

Al timone del sequel della fortunatissima pellicola Immaturi troviamo nuovamente, alla regia e alla sceneggiatura, Paolo Genovese, giovane regista che fa parte del nuovo corso della commedia italiana. L’apertura del film è significativa e mostra i protagonisti della vicenda intenti alla difficile organizzazione della vacanza, tra aerei con posti limitati e navi che prevedono lunghi tragitti. Questa sequenza riporta alla mente vividamente l’ingarbugliata preparazione di un viaggio che dovrebbe vedere protagonisti un gruppo di diciottenni e invece ci si ritrova per le mani uno stuolo di quarantenni, in cui sopravvivono i ricordi del passato, il sogno di un’età che è svanita e che non tornerà. Difatti si ripropongono frequentemente i problemi fisici del classico uomo adulto (in una scena i viaggiatori in nave preferiscono dormire in cabina che sul ponte per paura dei reumatismi) e la continua constatazione che non sono più così giovani come vorrebbero far credere a loro stessi. Partiti come un gruppo unito, i personaggi emergono nelle loro singolarità, nelle proprie esigenze personali a parte Francesca (Ambra Angiolini), la ex-malata di sesso, che ricerca nella vacanza quello spirito libero adolescenziale, che non le fa comprendere lucidamente la realtà delle cose. Notevole spazio viene destinato alle coppie e ai loro problemi: Giorgio (Raoul Bova) e Marta (Luisa Ranieri), pronti ormai ad avere un figlio, si interrogano sulla loro storia, valutando tentazioni e solidità del loro rapporto, e  Lorenzo (Ricky Memphis) e Luisa (Barbora Bobulova), freschi innamorati che cercano di capire se possono riporre in modo totale la propria fiducia nell’altro. In modo preponderante emerge la coppia di amici Virgilio (Paolo Kessisoglu), personaggio che era rimasto in sospeso nella conclusione del film precedente, e Eleonora (Anita Caprioli), personalità comparsa nelle ultime sequenze di Immaturi e carattere che dal punto di vista emozionale risulta il più empatico, attraversato da un problema che la interroga nel profondo. Immancabile è il personaggio di Piero (Luca Bizzarri), l’eterno Peter Pan che non riesce e non vuole crescere. Il personaggio, a cui è destinata – insieme a Lorenzo – la parte comica della pellicola, incontra il suo corrispettivo al femminile Gloria (Francesca Valtorta) e se innamora perdutamente. Interessante è la forte contrapposizione tra Piero e Giorgio, caratteri immaturi, ma in modo diverso, che provano a effettuare un percorso simile; Giorgio riuscirà a effettuare una convincente catarsi (come nel film precedente) mentre Piero si ritrova nuovamente in un limbo di incertezza infantile, che lo cataloga come l’autentico immaturo del gruppo.

Genovese decide di approfittare del successo di Immaturi, mantiene titolo e personaggi, ma li sradica dalla loro ordinaria vita per approfondire una personale analisi interiore in vacanza, nella quale obbligatoriamente vengono stravolte le dinamiche sociali del gruppo. Difatti si tratta di un sequel sporcato, legato a doppio filo con il primo a causa dei caratteri forti dei personaggi, ma che si attesta come pellicola indipendente, che guarda alla generazione dei quarantenni in modo spensierato, ma non necessariamente inquisitorio. Scritto in modo compiuto, senza sbrodolare battute che scadono nella volgarità gratuita, Immaturi – Il viaggio diverte in modo intelligente, evitando finali buonisti e qualunquisti; certo la conclusione in cui tutti si confrontano in una sorta di gruppo di sostegno potrebbe essere interpretata come una forzatura, un’assoluzione piena per tutti gli interpreti, eppure si ha la sensazione che la bella figura la facciano in pochi.

Caratterizzato da una buona fotografia, che esplora le bellezze dell’isola greca, e da uno stile registico convenzionale ma espressivamente funzionale, Immaturi – Il viaggio è una pellicola spensierata che può abbracciare un pubblico molto differenziato, dal diciottenne che si appresta al viaggio della vita, al sessantenne che ricorda con spensieratezza i fasti del passato.

Uscita al cinema: 4 gennaio 2012

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

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