Finalmente maggiorenni di Ben Palmer: la recensione

La rivincita dei loser

Risposta british ai teen movies statunitensi.

Will, Simon, Jay e Neil hanno concluso gli studi presso la Rudge Park Comprehensive e sono pronti a imbarcarsi nella loro prima vacanza senza genitori e professori. La destinazione è la meravigliosa Malia, luogo in cui vanno alla ricerca di donne, sesso, alcool e ancora sesso. Naturalmente le loro aspettative verranno disattese.

Spin-off cinematografico della fortunata serie televisiva The Inbetweeners (che la tv italiana, a pagamento e non, ha deciso di non trasmettere), Finalmente maggiorenni scruta e analizza, in modo quasi morboso, lo scalcagnato gruppo della subwaylondinese e un paragone salta all’occhio in modo evidente. Il quartetto britannico ricorda vividamente le prime eccitanti esperienze estive dei protagonisti di American Pie, anche se il film inglese (che si pone nei confronti della pellicola statunitense come autentico rivale e figlio illegittimo) si attesta su un livello più basso, ma non necessariamente più realistico, sfoggiando una rozzezza nelle vicende, che nel film americano è solo sussurrata, o meglio lasciata all’immaginazione del pubblico. Infatti la pellicola diretta da Ben Palmer è facilmente etichettabile come demenziale e si lascia facilmente trasportare da una volgarità, sia linguistica che visiva, ostentata e a tratti eccessiva. Le tragicomiche situazioni in cui si vengono a trovare Will (il narratore e colui che vede le cose sempre da una prospettiva diversa e a tratti surreale), Simon (l’ingenuo innamorato, il vero collante del gruppo), Jay (l’erotomane permeato da una caratterizzazione a tratti disturbante che prevede esclusivamente battute a sfondo sessuale) e Neil (il “bamboccione” ignorante) sono estreme e difficilmente permettono un’empatia completa da parte degli spettatori, che si ritrovano a digerire una serie interminabili di umiliazioni forzate, che difficilmente producono un’autentica risata.

Naturale prolungamento vacanziero della sit-com che ha appassionato per tre stagioni il pubblico inglese, Finalmente maggiorenni rimane legato a doppio filo alla televisione, anche dal punto di vista stilistico. Pur seguendo una continuità narrativa, la pellicola è divisa grossolanamente in episodi, chiusi idealmente da dissolvenze in nero che non permettono una visione lineare e godibile. Dopotutto però si nota una significativa contrapposizione tra gli ambienti in cui si muovono i protagonisti della vicenda e i luoghi in cui viene girato il film. Infatti Palmer decide di destinare ai suoi “eroi” interni fatiscenti e locali vuoti, i perfetti habitat che si oppongono alla movida greca, al divertimento che hanno sognato Will, Simon, Jay e Neil prima di partire. Pur non perseguendo un finale buonista e scontato, Finalmente maggiorenni accumula, purtroppo, cliché a ripetizione e mostra il fianco a una sceneggiatura poco innovativa, se non per qualche estemporaneo e colorito insulto personale e a sfondo familiare.

Sradicando i personaggi dalla loro ordinaria dimensione scolastica, Palmer cerca di allargare gli orizzonti non riuscendoci, riproponendo in modo ridondante una goffaggine dettata esclusivamente da eccitanti pruriti sessuali e bulli che non si limitano a “smutandate” umilianti, ma che minacciano pestaggi selvaggi. Nonostante una buona caratterizzazione dei personaggi, che permette allo spettatore di riconoscere in poco tempo le loro differenze, ma soprattutto le loro somiglianze, Finalmente maggiorenni non convince, ma più di ogni altra cosa non diverte causando rumorosi sbadigli al posto di sonore risate.

Uscita al cinema: 4 gennaio 2012

Voto: *1/2

Leggi la recensione anche su Persinsala

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