Mosse vincenti di Thomas McCarthy: la recensione

Do the right thing

Oberato dai problemi finanziari, avvocato che si occupa di anziani e, nel tempo libero, allenatore della squadra liceale di lotta, Mike Flaherty si fa carico del signor Poplar, un ricco affetto da demenza senile, diventandone tutore solo per incassare l’assegno mensile di 1500 dollari. Andando contro il volere del pensionato (ritornare a vivere a casa sua) lo parcheggia in una casa di riposo. Subito dopo compare il nipote Kyle, un ragazzino particolare e piccolo campioncino di wrestling.

Commedia morale e di formazione, Mosse vincenti (Win Win, 2011) diretto da Tom McCarthy, si apre in modo immorale per poi trasformarsi in un’accurata analisi della diversità, facendo scontrare e confrontare i due protagonisti. Spostando la sua macchina da presa nella periferia statunitense, McCarthy costruisce, con un impianto narrativo avvincente, una vicenda che appassiona e coinvolge.

Un fantastico Giamatti, avvocato scalcagnato, divertente e simpatico, che non si riesce a colpevolizzare, e un bravissimo Alex Shaffer, ragazzino fisicamente esplosivo ed emotivamente instabile, costruiscono un gioco a due inizialmente mosso esclusivamente dai soldi (vero e travolgente trait d’union) e dal successo sportivo. In seguito nella pellicola l’integrazione familiare diventa l’aspetto dominante, senza essere brutalmente appiattita a forzata generosità.

Se il fatto di partecipare a una produzione indipendente per Giamatti poteva essere un rischio eccessivo, accentuato dal difficile tema del rapporto ragazzo problematico-adulto, lo stesso non si può dire per la scelta di lavorare con McCarthy, che aveva impressionato più che positivamente con L’ospite inatteso (The Visitor, 2007). McCarthy mantiene, per l’intera durata della pellicola, un’alta intensità emotiva, non scivolando su una caratterizzazione semplicistica, ma riuscendo a contraddistinguere ogni personaggio in modo compiuto. Pathos e simpatia si amalgamano in modo perfetto e grande merito va a Giamatti, in grado di ricoprire ormai qualsiasi ruolo, e all’esordiente Shaffer, contraddistinto da uno sguardo duro ma svagato e da una recitazione convincente nel ruolo dell’adolescente incompreso.

McCarthy si conferma regista di livello e prova che la produzione indipendente americana sforna continuamente pellicole profonde e legate a doppio filo con l’attualità, che utilizzando un registro leggero e comprensibilmente universale possono raggiungere un vastissima fetta di pubblico.

In conclusione Mosse vincenti avvicinandosi empaticamente al pubblico ha la straordinaria capacità di rendere in modo eccezionale la quotidianità e di scrutare in modo convincente l’ambiguità dei rapporti umani.

Uscita al cinema: 9 dicembre 2011

Voto: ***

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