1921 – Il mistero di Rookford di Nick Murphy: la recensione

Quando il vecchio stile paga

Una classica storia di fantasmi che punta sui palpitanti sussulti e riduce al minimo i goccioloni di sangue.

1921, Inghilterra post-bellica. La guerra e la spagnola hanno decimato la popolazione e i superstiti si affidano allo spiritismo per poter parlare con i propri cari. La scrittrice Florence Cathcart, utilizzando spiegazioni metodiche e razionali, si prodiga per smascherare imbroglioni e finte sedute spiritiche ma, convinta dal professor Mallory a visitare il collegio di Rockford, la giovane donna dovrà stravolgere le proprie certezze.

Thriller-horror psicologico, 1921 – Il mistero di Rookford si discosta dalla cinematografia dell’orrore contemporanea e recupera gli stilemi classici delle storie di fantasmi. L’esordiente Nick Murphy rifà il trucco al genere (utilizzando tanto cerone) e ritorna all’old style. Se innovativa risulta la scelta di ambientare la storia nel periodo post-bellico, utilizzando una fotografia storicamente fedele, colpisce decisamente meno l’ambientazione, che ricalca la pellicola di Amenabar, The Others. Il collegio, decadente e misterioso, acquisisce con il proseguo del film molta importanza, soprattutto perché rimane completamente vuoto. Un vuoto simbolico, che fa aumentare paure e solitudine, sentimenti di cui sono pervasi i protagonisti, in modo particolare il personaggio interpretato da Rebecca Hall. Scientifica e razionale, la scrittrice Cathcart, dopo aver passato una notte nel collegio, è sicura di aver risolto il mistero, ma l’immagine sfocata di un bambino la perseguita e ne mina le certezze; un senso di stordimento che il regista ostenta al punto da renderne il senso ai limiti del soffocante: non lasciando nulla al caso si concentra sui dettagli, sulle porte cigolanti, effettua slow motion simbolici e apparizioni casuali, ma misurate. Il regista non vuole che lo spettatore si copra gli occhi a causa di qualche scena splatter, ma che si avvicini di più allo schermo, che scruti ogni sequenza per poi sussultare in sala. E la sceneggiatura compiuta, priva di carenze narrative, permette a Murphy di riuscire nel suo intento.

1921 – Il mistero di Rookford trasuda di palpitante tensione e annovera un convincente cast: nella silenziosa villa rimangono Rebecca Hall, donna d’altri tempi dotata di un’ottima espressività, fondamentale per ricoprire l’enorme excursus emozionale del suo personaggio, il solido sopravvissuto alla Grande Guerra, Dominic West, e i misteriosi Isaac Hempstead-Wright, che interpreta il bambino “ senza famiglia ” Tom, e Imelda Staunton, l’infermiera dallo sguardo amorevole e autenticamente imperscrutabile.

Il prodotto di Murphy non rappresenta una novità, si ha l’impressione di averlo già visto, eppure 1921 – Il mistero di Rookford è confezionato con cura e passione. Azzeccando il periodo storico – se si ripensa ai costumi e ai paesaggi del primo ventennio ci si accorge di quanto sia perfetto per una storia di fantasmi – la fotografia, equilibrata nell’alternanza di luci e ombre, e le musiche, che imprimono forte intensità alle inquadrature, si può affermare che l’esordiente regista britannico è partito con il piede giusto.

Uscita al cinema: 2 dicembre 2011

Voto: ***

Leggi la recensione anche su Persinsala

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...