Johnny English – La rinascita di Oliver Parker: la recensione

Maldestramente spy

Ritorna la figura caricaturale dell’agente 007. Johnny English rintanatosi a meditare e diventare (?) più saggio e più forte in Asia, viene richiamato per ricoprire il ruolo di protettore del primo ministro cinese. Per il goffo agente britannico è l’occasione per cancellare l’onta del fallimento in Mozambico.

Rowan Atkinson sveste i panni del silenzioso e stralunato Mr.Bean per indossare quelli dell’impacciato English, infilandosi in situazioni assurde e strampalate. Se la storia è abbastanza scontata e prevedibile (con elevata commistione di generi differenti, che spaziano dallo spionaggio serio alla commedia slapstick), le trovate gag (principalmente fisiche) di Atkinson si susseguono a ripetizione e fanno ridere il più delle volte. Il balletto di English e il suo eyes wide shut quando viene pronunciata la parola Mozambico però non bastano.

La pellicola si sorregge pericolosamente su una sceneggiatura piatta, che fatica a decollare in modo convincente. Inoltre l’ambientazione da spy-story prova a dare quell’impronta semi-seria a Johnny English – La rinascita (Johnny English Reborn, 2011), che viene però prontamente smontata dalle trovate di Atkinson. Il film ruota intorno a lui in tutti i sensi; il regista non gli stacca mai gli occhi di dosso, cercando di catturarne ogni piccola sfumatura, anche la più insignificante. Inoltre si ha l’impressione che la vicenda, che Oliver Parker gli costruisce intorno, sia una cornice convenzionale e carina, ma decisamente poco accattivante.

English, carattere che si attesta a metà strada tra Ace Ventura e Austin Powers (ma con nessun doppio senso sessuale o puramente volgare), in realtà rifugge le due sagome comiche e si tiene strettissimo il modello teneramente arrogante e inadeguato dell’ispettore Closeau, il famoso poliziotto ossessionato dal diamante Pantera Rosa. In definitiva Johnny English – La rinascita amalgama esplosioni e omicidi a un one man show ripetitivo, ricalcato e privo di un mordente, che pone su un piedistallo Atkinson; l’unico problema è che lo lascia solo, contornandolo di comprimari monocorde, relegati in un angolo a ridere delle gag del buon vecchio Rowan.

Uscita al cinema: 28 ottobre 2011

Voto: **

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