Tower Heist – Colpo ad alto livello di Brett Ratner: la recensione

Una rapina ai piani alti della finanza

Denunciare Wall Street diventa sempre più comune, quasi una moda. Tower Heist – Colpo ad alto livello (Tower Heist, 2011) effettuando una contaminazione di genere (commedia e pellicola di rapina), segue la tendenza affidandosi alla regia di Ratner, autore della saga Rush Hour.

Frodati da un pezzo grosso di Wall Street, i dipendenti del grattacielo La Torre puntano a vendicarsi rapinandolo con l’aiuto del ladruncolo Slide. Ben Stiller sveste i panni da sfigato cronico e da caratterista per lo più comico per indossare quelli del leader che cerca di sferrare un colpo basso agli squali senz’anima del mercato statunitense.

Prendendo spunto dai vari Ocean’s movie (senza però seguirne la stessa struttura narrativa), Ratner costruisce un gruppo di pseudo-criminali mossi da un forte sentimento di rivalsa, ma soprattutto di riscatto sociale. La pellicola amalgama in modo abbastanza convincente rapina e situazioni divertenti, ma si dimentica di focalizzare il proprio sguardo sulla parte più avvincente della vicenda, ovvero i dettagli del piano e la preparazione del colpo con le sue inevitabili incomprensioni. Difatti si punta tutto sulla coppia Stiller-Murphy e sulla rapina che appare strampalata e un pelino surreale.

Ratner si muove con la sua macchina da presa in modo consapevole, mescolando battute poco riuscite (probabilmente ci si aspettava qualcosa di più dalla coppia comica) a vedute mozzafiato dall’ultimo piano di un grattacielo, che osserva dall’alto New York. Tower Heist – Colpo ad alto livello è scritto bene, è un film godibile che evita di andare sopra le righe, eppure non convince fino in fondo: gli attori si limitano a svolgere il compitino e i personaggi sono caratterizzati superficialmente, a esclusione di Stiller, che si erge a paladino populista e a leader indiscusso (ruoli che però non gli calzano proprio a pennello).

Tower Heist – Colpo ad alto livello sguazza nella crisi finanziaria americana, punta il dito sul suo traballante sistema economico e si pone dalla parte del cittadino in modo totale. Facilmente riconoscibile come Robin Hood hollywoodiano, il film di Ratner non aggiunge nulla di realmente innovativo al genere. Infatti si ha la sensazione di vedere una pellicola fatta in serie, nella quale l’happy ending è d’obbligo e di buon auspicio.

Uscita al cinema: 25 novembre 2011

Voto: **1/2

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