The Twilight Saga – Breaking Dawn: Part I di Bill Condon: la recensione

Ne manca solo uno!

Quarto episodio, prima parte. La vampiresca-teenage saga Twilight ritorna per completare, parzialmente, l’annosa storia d’amore tra Edward e Bella.

Il matrimonio (con parenti immortali e mortali al seguito), tanto atteso dai numerosi fan, finalmente si celebra. Immediata è la partenza per una luna di miele in Brasile, con annessa villa, fantastica, su un’isola deserta. E qui avviene il fattaccio: Edward e Bella consumano il matrimonio e la giovane donna rimane incinta del vampiro. Essendo Bella ancora umana, il rischio corso è molto alto. Difatti il bambino la sta uccidendo dall’interno.

Il regista Bill Condon distilla le scene thrilling e immerge totalmente The Twilight Saga: Breaking Dawn Part I (2011) in una dimensione patetica, stucchevole e difficilmente sostenibile. Il ritmo del film è lento e la prima mezz’ora, dedicata al matrimonio e al conseguente viaggio, è contrappuntata esclusivamente da sospiri, mezzi sguardi e imbarazzo.

Ci si rende immediatamente conto di quanto sia facile distruggere questa pellicola dal punto di vista generale (sceneggiatura che si trascina, recitazione piatta e assolutamente monocorde e fotografia dark e nebulosa); allora per evitare di sparare sulla croce rossa, ci concentriamo sui dettagli. Purtroppo si scivola in un baratro ancora più profondo; inesattezze, incomprensibili sequenze tagliuzzate e ricomposte in modo confusionario per evitare la pesante mannaia della censura  e l’imbarazzante staticità registica di Condon sono aspetti frequenti e alla lunga inducono alla risata. Infatti è alquanto grottesca la scena del rapporto sessuale tra i due sposini, nella quale Edward distrugge il letto in un turbinio di piume. Se le inquadrature indugiano pericolosamente sulla complicità ammiccante dei due amanti, nonostante l’importante apporto narrativo, la sceneggiatura decide di dedicare meno spazio agli striptease improvvisati del licantropo Jacob, con conseguente disperazione delle fans al seguito. Ultimo dettaglio considerevole è la scorretta definizione dell’imprinting, condizione emozionale travolgente e che, secondo la Meyer, è la completa dedizione nei confronti di un altro essere “vivente” da parte di un lupo mannaro, un fulmineo innamoramento. Dizionario alla mano si legge questo: forma di apprendimento precoce secondo la quale i neonati (anche animali), nel periodo immediatamente successivo alla nascita, vengono condizionati dal primo essere che vedono, lo assumono come genitore e sviluppano nei suoi confronti un particolare attaccamento. È inutile sottolineare che si sta parlando di due cose completamente differenti.

The Twilight Saga: Breaking Dawn Part I è sotto tutti gli aspetti un teenage movie e la regia di Condon si sofferma, marciandoci sopra, su alcuni aspetti rilevanti e su altri futili. La spasmodica attesa della prima volta, l’amore vero e incondizionato e gli occhi luccicanti, sono condizioni adolescenziali comuni e condivisibili, che coinvolgono, soprattutto, la spettatrice in lacrime e sognante;  ma si sprofonda decisamente nel ridicolo nel momento in cui Bella si dedica alla cura del corpo (depilazione compresa) per un semplice bagno in mare. The Twilight Saga: Breaking Dawn Part I vira pericolosamente verso l’ordinario, cercando di eliminare un po’ di pepe action e mettendo un po’ di ordine in una coppia che di ordinario ha ben poco. Difatti il matrimonio, e tutto quello che ne consegue, fa dimenticare ben presto le fughe e i tentativi di omicidio, dei precedenti episodi, nei confronti della protagonista. La monotonia quotidiana in ogni caso non regge per molto e convince poco.

Il circo vampiresco riaprirà i battenti tra un anno, periodo in cui uscirà l’attesissimo ultimo capitolo della saga, che ha riempito sale cinematografiche e portafogli dei produttori. Attendiamo terrorizzati!

Uscita al cinema: 16 novembre 2011

Voto: *

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