Il domani che verrà di Stuart Beattie: la recensione

To be continued? Maybe

C’è una guerra e un gruppo di adolescenti che deve decidere se sopravvivere o soccombere. Diventeranno eroi.

Primo dei sette libri scritti da John Marsden, Il domani che verrà racconta la vicenda di sette ragazzi che si ritrovano da un momento all’altro in un clima di guerra e terrore inspiegabile. Ellie, Corrie, Kevin, Homer, Fiona, Lee e Robyn decidono di passare una settimana in un luogo paradisiaco chiamato the Hell. Qui le amicizie si rinsaldano e nascono nuove storie d’amore; il mondo esterno è solo un lontano ricordo. Al loro ritorno in paese (Wirrawee), si ritrovano in una situazione apocalittica. La luce è tagliata, gli animali domestici morti e le famiglie scomparse. Successivamente la sconvolgente scoperta: una forza militare straniera ha fatto prigioniera l’intera città.

La pellicola dell’esordiente Beattie è un lungo flashback. Infatti la prima sequenza mostra l’indiscussa protagonista Ellie intenta a raccontare, davanti ad una telecamera, come tutto ebbe inizio. La prima inquadratura rivela imbarazzo e chiare difficoltà a esprimere la problematica condizione di corpo armato di adolescenti. Costretti a combattere per ottenere un domani e obbligati a diventare adulti rapidamente, prendendosi ognuno le proprie responsabilità, i membri del gruppo saldano i propri legami (inizialmente di semplice amicizia) che il paradisiaco luogo in cui si trovano progressivamente tramuta in un estremo cameratismo militare. La guerra cambia le persone e tira fuori il peggio di ognuno e, in modo naturale, si intravedono i leader (Ellie e Homer) e i vigliacchi (Kevin). Soprattutto, però, si rivelano adolescenti catapultati in una dimensione che non conoscono e che difficilmente comprendono fino in fondo.

Nella pellicola si alternano in modo evidente due diversi registri di linguaggio (militare e adolescenziale), che faticano a convivere, finendo per stridere palesemente: i discorsi su primi amori, baci rubati e incomprensioni di poco conto si fanno tambureggianti, seppur giustificati dal fatto che lo sceneggiatore sia l’autore del libro (romanziere di storie per teenagers). Prevale su ogni altri aspetto l’interesse per lo sviluppo psicologico ed emozionale dei personaggi, per la caratterizzazione estrema (che contraddistingue un romanzo di formazione), piuttosto che per le esplosioni e le sparatorie che sarebbero più congeniali al tipo di storia narrata.

Il domani che verrà non convince fino in fondo ed è una pellicola nella quale si fatica a respirare un clima di tensione palpabile e coinvolgente. Lo stile registico di Beattie è statico, distaccato e iper-convenzionale e sicuramente non è aiutato dalle interpretazioni del cast, a esclusione di Rachel Hurd-Wood (Dorian Gray e Solomon Kane). Le prove recitative non sono convincenti e risultano piatte e prive di uno spessore definito (eppure il carattere di alcuni personaggi rappresentati è estremamente forte e marcato). Inoltre la fotografia di Ben Nott non restituisce la bellezza paesaggistica australiana, rivelandosi poco significativa.

Il domani che verrà soffre la pesante responsabilità di essere l’iniziatore di una (lunga?) serie cinematografica e si perde progressivamente in domande irrisolte e in numerose questioni lasciate in sospeso. L’ultima istantanea è premonitrice: i protagonisti si ritraggono in un’ideale foto di gruppo, armi in mano e look modificato, davanti a un paesaggio palesemente digitalizzato, pronti a dar battaglia e a riconquistarsi il loro futuro. To be continued?

Uscita al cinema: 4 novembre 2011

Voto: **

Leggi la recensione anche su Persinsala

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