6 giorni sulla Terra di Varo Venturi: la recensione

Gli alieni sono dentro di noi!

Opera seconda del regista Varo Venturi, 6 giorni sulla Terra (2010), racconta la vicenda del professor Piso, esperto bio-chimico e studioso di fenomeni extra-terrestri. Alla sue ricerche si avvicina Saturnia, una ragazza che pensa di essere un contenitore di una strana forma aliena che si sta nutrendo indisturbata della sua energia. Durante una seduta di ipnosi si manifesta Hexabor, spirito estraneo che si impossessa in modo totale del corpo e della mente della giovane.

Commistione estrema di generi (sci-fi e azione) e di argomenti diametralmente opposti (scienza e religione), 6 giorni sulla Terra mette troppa carne al fuoco senza dare riposte significative ed esaurienti. Ricorrenti sono i riferimenti alla coscienza, a cospirazioni internazionali e al risveglio dell’anima o all’esistenza della stessa, capace, secondo Venturi, di bruciare l’alieno che abita all’interno del corpo di un umano.

Stupisce la costruzione narrativa innovativa e il virtuosismo stilistico con cui viene raccontata questa storia, che ha radici profonde nelle stirpi più longeve del mondo; peccato che Venturi insista per buona parte della pellicola a sgretolare barriere morali insormontabili e in modo perentorio sostenga che non esistono confini solidi tra scienza e religione. Difatti il numero della bestia (666), la sequenza di cifre che contiene e tiene a bada la coscienza umana, si rivela la frequenza (6,66 hz) per risvegliare l’anima.

Tesi ardite e mescolanze che stonano prepotentemente non permettono a Venturi di realizzare una pellicola interessante, che sposta servizi segreti e aree 51 sul suolo italiano. Appoggiandosi in pieno ad un cast televisivo che persegue in modo instancabile l’espressione basita come dogma inconfondibile, 6 giorni sulla Terra non convince assolutamente. Una fotografia claustrofobica che predilige colori scuri (rappresentazione della vicenda raccontata) e una costruzione narrativa che colpisce inizialmente per poi scivolare nell’inconcludente, non sorreggono il peso del lungometraggio. Infatti la pellicola di Venturi assomiglia ad un cortometraggio allungato, del quale riproduce i classici stilemi (stupore, montaggio convulso per poter raccontare il più possibile in poco tempo e colonna sonora ripetitiva) e una caratterizzazione sbrigativa dei personaggi principali.

Elemento di novità nel panorama cinematografico italiano, 6 giorni sulla Terra esplora un genere acerbo (nel nostro paese), che offre, ad oggi, ben pochi spunti di riflessione e di confronto.

Uscita al cinema: 17 giugno 2011

Voto: *1/2

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6 pensieri su “6 giorni sulla Terra di Varo Venturi: la recensione

  1. chi ha scritto questa recensione non ha idea di cosa rappresenti esattamente questo film…
    ….non siamo ad hollywood…
    Grazie Corrado, hai trovato un ottimo sistema…

  2. Pingback: Recensione: 6 giorni sulla terra | www.overnewsmagazine.com

  3. Ma chi ha scritto la recensione lo ha “visto” il film…. Non credo :-(((( Questo mi conferma che i filtri che ci hanno installato funzionano a pieno regime!!!

    • Rispondo a tono: il film l’ho visto e non capisco come mai ogni volta che l’opinione di un lettore si distanzi dal mio post, l’unica obiezione possibile sia: ma l’hai visto il film? I riferimenti ad alcune scene della pellicola lo provano. A proposito di conferme: purtroppo quando due opinioni sono distanti e non possono convivere, noto un’impossibilità di confronto costruttivo. Ciao

  4. 6 giorni sulla Terra è un ottimo film e, soprattutto, ottimi contenuti… cosa che non possiamo certo dire dei film made in Italy.

  5. Non conosco chi ha scritto la recensione ma credo che capisce abbastanza di film e anche del fenome alieno. Conosco, seguo e sono interessato al lavoro che ha svolto Corrado, ma questo film è impostato male e non suscita curiosità nelle persone ad aprofondire la conoscenza del fenome alieno, il film lo capisce bene solo chi segue il lavoro di Corrado, la maggior parte delle persone non riesce a capire e seguire la trama. Con gli anni di lavoro di Corrado si poteva fare meglio (ma si puo ancora fare).

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