Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare di Rob Marshall: la recensione

Oltre i confini del…sopportabile

Quarto episodio della saga Pirates of the Carribean, capitanata non più da Gore Verbinski ma dal musical-filmakker Rob Marshall.

Jack Sparrow è nuovamente nei guai: ha perso, di nuovo, la Perla Nera, è destinato alla forca e scappando incappa in una sua vecchia fiamma, Angelica, che dopo averlo stordito, lo fa imbarcare sulla pericolosa Queen Anne’s Revenge, la nave di Barbanera. L’obiettivo è arrivare, prima di spagnoli e inglesi, alla gloriosa fonte della giovinezza.

Pellicola che sa di visto e rivisto, Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare (Pirates of  the Carribean: On Stranger Tides, 2011) abbandona, per forza di cose, gli ideali compagni di viaggio di Depp (Bloom e la Knightley) per affiancargli la seducente e pericolosa Cruz e il malefico McShane. Non manca invece all’appello il sanguinario e ironico Rush, diventato ufficiale della marina britannica. Purtroppo il cambio di interpreti non giova alla pellicola, che si sostiene troppo energicamente sulle sortite ironiche e spassose del capitan Jack Sparrow e soffre di una non accurata caratterizzazione dei personaggi di contorno.

Battaglie e imbrogli puntellano il film in modo costante, ma in questo episodio non riescono a stupire e appassionare. Nemmeno l’aggiunta della dimensione occulta (Barbanera si diletta nel culto della zombificazione e del voodoo) riesce a infondere a Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare un pizzico di novità. La sensazione è quella di una riscrittura (fedele) del primo episodio, con le sequenze conclusive scopiazzate e riadattate per l’occasione. Addirittura ritorna l’esilio forzato per un personaggio (non svelo chi) sulla solita isola deserta, recuperando l’identica primitiva modalità (allo sventurato viene lasciata una pistola con un solo colpo).

Nonostante tutto il film offre un convincente apparato piratesco (fotografia e scenografia come sempre sono molto curate) e una coppia di attori che risalta sul duo Depp-Cruz: il cattolico Philip e la sirena, che rappresentano la dimensione amorosa e passionale che aveva caratterizzato (in parte) le pellicole precedenti.

In conclusione Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare non è all’altezza delle aspettative e diventa quasi insopportabile la ripetuta riproposizione di questo blockbuster, macchina inesauribile di soldi. Eppure l’ultima inquadratura alla fine dei titoli di coda (chi l’ha vista?) presuppone l’ennesima trilogia.

Uscita al cinema: 18 maggio 2011

Voto: **

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