L’amore fa male di Mirca Viola: la recensione

Commedia scialba sui rapporti di coppia

Bugie e tradimenti fanno da condimento all’opera prima di Mirca Viola.

Germana (Stefania Rocca) è un’attrice disoccupata con una figlia adolescente a carico ed è l’amante di Massimo (Claudio Bigagli), avvocato di successo. In seguito incontra l’affascinante Gianmarco (Paolo Briguglia), felicemente sposato con Antonia (Diane Fleri), con cui intreccia una passionale relazione. Nel mentre Elisabetta (Nicole Grimaudo) vive un momento di crisi profonda con il marito Aldo (Stefano Dionisi). Germana e Elisabetta in modo casuale si conoscono e stringono una forte amicizia, pur essendo due donne profondamente diverse.

L’amore fa male, debutto alla regia della regista Viola, è una pellicola che convince poco a causa di una sceneggiatura abbozzata e priva di basi solide. Nonostante l’apporto di un cast di tutto rispetto (Rocca, Grimaudo e Briguglia), il film naufraga ben presto rivelandosi la classica fiera dei luoghi comuni. L’amore tanto osannato e citato nello stesso titolo risulta ben presto effimero e si traduce in una (al massimo due) notte di passione, da cui scaturisce ben poco di un amore travagliato e portatore di cicatrici insanabili. Concentrandosi sulle protagoniste femminili, la regista si sofferma e ostenta la figura stereotipata dell’attrice oca e svampita, che pensa di svoltare avendo conosciuto un uomo affascinante e dedito alle attenzioni, e della donna ingenua (Elisabetta) che pone tutte le forze in un matrimonio oramai fallito. Nonostante la bravura di Stefania Rocca e di Nicole Grimaudo, i personaggi risultano ben presto piatti e privi di una caratterizzazione accettabile e a nulla servono gli sforzi recitativi delle due attrici.

Contraddistinto da un impianto mucciniano di primo pelo nella prima parte (non riuscendoci fino in fondo), nella seconda cambia registro spostandosi in Sicilia e introducendo il caso nella vita dei protagonisti. I pranzi in famiglie allargate che accolgono anche estranei ricorda molto un’impostazione di ozpetechiana memoria, ma anche qui Mirca Viola non ha tra le mani la storia adatta (banale, priva di mordente e di un sottotesto) e nemmeno gli strumenti giusti per piegarla alle sue esigenze. La fotografia di Lucci purtroppo è priva di significato e raffazzonata; inoltre L’amore fa male presenta una regia televisiva puntellata da riprese iper-convenzionali e scontate. Nonostante tutto le musiche curate da Andrea Guerra (figlio del celebre sceneggiatore Tonino) accompagnano in modo convincente le sequenze della pellicola, dandogli il corretto apporto patetico.

L’amore fa male, inizialmente caratterizzato da un perbenismo mascherato, si tramuta in una pellicola che utilizza l’amore passionale come metro di misura del rapporto di coppia e ne trae le conclusioni, giuste o sbagliate che siano. L’opera prima di Mirca Viola è deludente e priva dell’empatia necessaria di cui dovrebbe essere provvisto un film basato principalmente su sentimenti contrastanti e dolorosi. Nemmeno un finale lietissimo salva il film, che si sostiene in modo precario a un apparato eccessivamente buonista e si cosparge di definizioni amorose sovrabbondantemente sdolcinate. Manifesto dell’amore non corrisposto, L’amore fa male si rivela l’ennesimo studio comportamentale e psicologico della coppia. Peccato che sia decisamente non riuscito.

Uscita al cinema: 7 ottobre 2011

Voto: *

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Annunci

Un pensiero su “L’amore fa male di Mirca Viola: la recensione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...