Cappuccetto rosso sangue di Catherine Hardwicke: la recensione

Quando Cappucceto Rosso s’innamorò del lupo

Liberissima rielaborazione della fiaba di Cappuccetto Rosso, Cappuccetto Rosso Sangue (Red Riding Hood, 2011) racconta la storia di un licantropo che terrorizza da diverse generazioni un piccolo villaggio ai bordi della foresta. Presenza sporadica (solo nelle notti di luna piena) ma spaventosa, il lupo mannaro non vive in una grotta nel bosco, ma all’interno della comunità, sotto forma umana.

Banalità disarmante e rielaborazione favolistica deludente contraddistinguono la pellicola di Catherine Hardwicke, regista appena convincente con Twilight (2008). La vicenda non decolla e si appiattisce in un’accozzaglia di elementi velatamente spaventosi e annoia pesantemente con i suoi ritmi lenti e cadenzati. Di chiara derivazione adolescenziale, Cappuccetto Rosso Sangue, presenta un trio caratterizzato superficialmente (il buono, il bello e la ragazza emancipata) e inoltre rappresenta un cattivo privo di una dimensione drammatica convincente.

Pochissimi gli elementi che giustificano il titolo: il mantello rosso della protagonista (Amanda Seyfried, che a parte il ruolo nel musical ABBA, ha interpretato ruoli parecchio inconsistenti), il lupo cattivo (licantropo che legge nel pensiero) e alcune battute recitate dalla nonna. Come in un thriller poliziesco il colpevole viene svelato alla fine in un crescendo di primi piani degli occhi di tutti gli attori.

Ricalcando la moda dei riadattamenti in chiave moderna o dark di una fiaba, la Hardwicke costruisce un gothic-movie nel quale il triangolo amoroso (inflazionato e già visto in versione vampiresca) si adatta ben poco. Prediligendo una fotografia completamente priva di luminosità, si perde nei meandri di una dimensione romantica che prende in modo evidente il sopravvento sulla storia, che cerca (senza riuscirci) di fondere la caccia ai lupi mannari e la caccia alle streghe.

Rimanendo a metà strada tra l’horror (privo di spargimenti di sangue evidenti) e il melodramma adolescenziale, Cappuccetto Rosso Sangue è una pellicola priva di mordente e di interesse cinematografico, contrappuntata da personaggi mediocri e da un impianto visivo deludente privo di qualsiasi orpello terrificante e drammatico.

Uscita al cinema: 22 aprile 2011

Voto: *

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