This is England di Shane Meadows: la recensione

God save the England

Spaccato della società inglese dei primi anni Ottanta, This is England (2006) racconta la vicenda del giovanissimo Shaun, undicenne gonfio di rabbia e costantemente canzonato dai propri compagni di scuola. Dopo l’ennesimo litigio si avvicina a un gruppo di teppistelli dedito ad alcolismo e a vandalismo. L’abbigliamento di Shaun cambia: camicie a quadri, bretelle e Dr. Martens diventano la sua divisa. L’uscita dal carcere del pericoloso Combo, skinhead convinto, cambierà le carte in tavola.

Pellicola che esce con colpevole ritardo nelle nostre sale cinematografiche (meglio tardi che mai), This is England disegna lucidamente l’Inghilterra della prima metà degli anni Ottanta, periodo caratterizzato dalla Tatcher, le Falkland, il nazionalismo sfrenato e la glorificazione della Croce di San Giorgio. La violenza latente è celata abilmente dal regista Meadows, che sapientemente mantiene un filo di tensione in ogni inquadratura, avvicinandosi con l’obiettivo ai personaggi in modo soffocante. La pellicola si tramuta, di minuto in minuto, in una bomba ad orologeria, con la conseguente esplosione conclusiva incontrollabile e immotivata.

Meadows realizza un saggio d’amore nei confronti del proprio paese (le riprese in campo lungo delle campagne e una colonna sonora interamente english, lo confermano), incorniciato dalla denuncia di un’Inghilterra cosparsa di contraddizioni, di un razzismo imperante e di un cieco nazionalismo.

This is England è caratterizzato da immagini di repertorio (scontri con la polizia sono all’ordine del giorno), grazie alle quali Meadows ci fa assaggiare un pezzetto di anni Ottanta. Ne è la dimostrazione la storia di Shaun, immerso in un mondo che rinnega tardivamente, lanciandone la  bandiera, simbolo di tutto quello in cui ha creduto. Crescendo più del dovuto (si atteggia ad adulto, si droga e beve), smarrisce la sua dimensione innocente, che recupera, solo in parte, nei corteggiamenti ad una ragazza. Schierandosi con Combo (il pitbull Graham), simbolicamente il Male, e adottandolo come modello di crescita (al posto del teppista adolescente Woody) persegue un percorso di sviluppo prematuro e dedito alla violenza razziale.

Un’ottima sceneggiatura e un impianto scenografico suggestivo ma desolante (i muri grigi cosparsi di graffiti dei sobborghi inglesi permettono allo spettatore di immedesimarsi nella dimensione filmica alla perfezione) sono i contraltari di This is England che annovera due “teste rasate” di prima categoria: su tutti il dodicenne Thomas Turgoose, sguardo da duro ed espressioni da adulto che si ammorbidiscono al cospetto del gentil sesso e Stephen Graham, rabbioso e spietato, uno skinhead realistico e poco costruito.

Gioiellino del cinema inglese, This is England è una pellicola rigorosa e violenta, il manifesto di un’Inghilterra che era e che è.

Uscita al cinema: 26 agosto 2011

Voto: ***1/2

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