Niente da dichiarare? di Dany Boon: la recensione

Incompleta commedia franco-belga

Danny Boon torna a far ridere con Niente da dichiarare? (Rien à déclarer, 2010). Il successo di Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis, 2007) permette al regista francese di ambientare la sua nuova commedia, nuovamente, nel Nord della Francia.

Ci troviamo catapultati nel 1992 e a giorni l’Unione Europea cancellerà per sempre tutte le linee di dogana, compresa quella tra Francia e Belgio. Disperato da questa terribile situazione è Ruben Vandevoorde, belga, ma soprattutto razzista e anti-francese. Dall’altra parte della sbarra troviamo Mathias Ducatel, doganiere francese e amante della sorella di Vandevoorde. Uniti nella squadra di dogana mobile franco-belga, i due personaggi ne combineranno di tutti i colori.

Pellicola che nasce dall’intento di far ridere oltrepassando le barriere e mostrare, in modo estremizzato, quanto le differenze culturali possono influire stupidamente su un’amicizia. La stessa pellicola è una co-produzione, che pone sullo schermo l’attore belga Poelvoorde e l’attore-regista-sceneggiatore Boon. Le aspettative si rilevano alte a causa del successo (inaspettato) di Giù al Nord e vengono parzialmente rispettate. L’universo comico di Boon rimane sempre lo stesso, caratterizzato da smorfie, situazioni surreali e la consueta ridicola storpiatura grammaticale. La coppia di attori è ben affiatata, peccato che la pellicola, pur mantenendo una sottile venatura comica, si trascina in modo inesorabile verso una conclusione sbrigativa e fin troppo buonista.

Niente da dichiarare?, attraversato costantemente da screzi dialettici (e non), vira in modo perentorio verso un registro, colorato da tinte da commediola leggera, scanzonata e divertente (ruolo che manterrà in modo continuativo), ma banale. Incompleto e privo di una sceneggiatura solida, Niente da dichiarare soffre di un confronto con la pellicola precedente. Il concetto di per sé è assolutamente sbagliato, perché la comicità è estremamente differente (pur ironizzando e prendendo in giro il proprio paese, battute e epiteti sono funzionali all’analisi socio-culturale francese), peccato che Niente da dichiarare non convinca del tutto.

La sospensione precaria di cui è dotato il film di Boon è estremamente sottile e rischia di rompersi, scivolando pericolosamente in un sermone moralizzatore. Fortunatamente questo non accade, seppure la pellicola ostenti una facile e salda morale che permette di far tornare tutto alla normalità. Niente da dichiarare è senza infamia e senza lode, una pellicola divertente che si fa guardare e che permette una visione distensiva, senza mai cadere nella volgarità gratuita.

Uscita al cinema: 23 settembre 2011

Voto: **1/2

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...