Super 8 di J. J. Abrams: la recensione

L’incontro ravvicinato di due registi

Mentre un gruppo di ragazzi sta girando in super 8mm (pellicola-simbolo) una scena clou del loro film, un treno deraglia distruggendo tutto. Qualcosa fugge da un vagone. Subito dopo l’esercito invade la cittadina di Lillian per indagare sull’accaduto e contemporaneamente oggetti tecnologici, cani e persone spariscono dalle case.

Abrams mostra tutta la sua passione per il cinema in Super 8 (2011), pellicola che ricalca fedelmente i classici stilemi della cinematografia spielberghiana. Infatti temi e ambientazioni del famoso regista si fondono in modo convincente allo stile unico, composto da bagliori lenticolari e riprese volutamente instabili, dell’autore di Lost.

Come non notare a prima vista che il gruppo di ragazzi protagonista della vicenda, impaurito ma gonfio di coraggiosa intraprendenza, ricorda con nostalgia I Goonies (The Goonies, 1985), pellicola che vive nell’ombra di Steven. Inoltre la ricorrente bicicletta, la provincia americana e i problemi con i padri sono elementi cari al regista di E.T – L’Extra-Terrestre (E.T. – The Extra-Terrestrial, 1982). Eppure Abrams ci mette del suo, cercando (con successo) di caratterizzare la pellicola con i suoi elementi peculiari (la gestione lenta e coinvolgente del mistero e l’utilizzo seriale di vecchi filmini per svelare segreti), rendendo Super 8 una pellicola-omaggio, un amarcod convincente e calzante del cinema anni Ottanta.

Utilizzando riprese spettacolari e sfruttando una fotografia oscura, contraddistinta da una continua intermittenza luminosa, il regista riesce a trovare quel perfetto equilibrio tra tensione ed emozione. Super 8 entusiasma, mette in bocca ai suoi piccoli eroi battute esilaranti e spaventa al punto giusto, pescando il suo pericoloso “essere” direttamente da Cloverfield (2008). Abrams delinea il suo “cattivo” distaccandosi questa volta da Spielberg; se negli anni Ottanta Steven disegnava gli ignoti viaggiatori spaziali come entità superiori e possessori di sapere, Abrams si piega alla concezione ultra-contemporanea dell’alieno terrificante, ma – visione molto simile a Discrict 9 (2009) – sentimentale e frutto della cattiveria umana.

La passione per il cinema muove la mano di Abrams che non solo “scrive” un saggio sul cinema spielberghiano, ma cita e omaggia anche l’horror-zombie di Romero sia all’interno della pellicola che negli stupefacenti titoli di coda. Alieni e ragazzi sono sempre stati un’idea vincente, che Abrams sfrutta stupendamente.

Uscita al cinema: 9 settembre 2011

Voto: ****

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Un pensiero su “Super 8 di J. J. Abrams: la recensione

  1. Ciao Andrea! Super 8 è un gran film. Come scrivo anche sul mio blog, è una vera e propria operazione vintage/nostalgia. Un’opera matura e sperimentale nel cinema moderno tutto omologato. J.J. compie un piccolo miracolo!! 😀

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