Scream 4 di Wes Craven: la recensione

Un urlo acuto, ma poco convinto

Quarto capitolo della saga adolescenziale, Scream 4 (2011) è diretto ancora da Wes Craven e riporta in auge il personaggio di Sidney Prescott, interpretato sempre dall’urlatrice Neve Campbell.

Sono passati quindici anni dagli omicidi di Woodsboro e Sidney torna nella sua città natale per la presentazione del suo primo libro, nato dalle avventure raccontate nei primi tre episodi. In occasione dell’anniversario, l’assassino torna a uccidere in modo più violento ed efferato.

Il regista non smette mai di divertirsi con i cliché del genere e auto-citandosi gira una sorta di remake del primo capitolo, difatti gli stessi attori riconoscono la serialità delle uccisioni e le somiglianze con l’inizio del mito. Come se non bastasse Craven si erge a “professore” e effettua uno “spiegone” tramite una lezione di cinema horror inserita nel film.

Basandosi sull’evoluzione naturale degli psico-horror, il remake segue determinate regole: per essere innovativo il killer deve riprendere i suoi delitti che devono essere più estremi, l’inaspettato è il vero cliché e l’opposto diventa l’unica regola per riuscire a sopravvivere (se nel vademecum horror sopravviveva chi non faceva sesso, ora sopravvive chi è gay). La struttura stessa rimane identica: all’inizio troviamo due ragazze uccise in casa a causa della mancanza di genitori, successivamente la bella viene fatta a pezzi e il terzo atto (il bagno di sangue) è la festa. Tutto nella norma, tutto torna, e lo stesso Craven fa dell’inaspettato il leit motiv su cui ruota tutta la vicenda.

Meta-cinematografica l’ho è sempre stata la saga di Craven, ma in questo capitolo si appoggia ancora più energicamente alla serie fittizia, di cui i protagonisti del film sono fan, nata dai fatti di Woodsboro. Sequenze della lunghissima serie STAB si mescolano e si fondono all’opera horror e diventano parte integrante del film. La sensazione è quella di vedere un film già visto e rivisto, se non che la tecnologia (social network e webcam, non solo telefonini clonati) è una parte essenziale e un indispensabile condimento di Scream 4.

Nonostante tutto il film non fornisce la sufficiente carica di adrenalina che ci si sarebbe aspettati da un cult come Scream (1996). Le situazioni createsi sono banali e di facile lettura e i personaggi sono diventati sempre di più le macchiette di loro stessi. Se con Scream 2 (1997) e Scream 3 (2000) Craven aveva raschiato il fondo del barile, con Scream 4 rasenta la sufficienza, ma non basta.

Uscita al cinema: 15 aprile 2011

Voto: **1/2

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