At the End of the Day di Cosimo Alemà: la recensione

E’ ufficialmente aperta la caccia all’uomo

Un tranquillo gioco (soft-air), sette amici e un bosco di dimensioni immense. Così si presenta At the End of the Day – Un giorno senza fine (At the End of the Day, 2010), lungometraggio d’esordio di Cosimo Alemà, autore di numerosi videoclip e cortometraggi.

La pellicola è una terrificante e insensata caccia all’uomo, perpetrata da tre loschi figuri, che per divertimento uccidono cani a sangue freddo. Ma a sparare ad animali indifesi non si prova più nessuna emozione. Serve altra selvaggina.

Se non si è un vero soldato, si immagina di esserlo e l’innocente gioco di guerra si trasforma in qualcosa di più pericoloso. Difatti l’iniziale dimensione ludica raggiunge livelli impensabili, perché in sostanza i “cattivi” della situazione stanno giocando.  Non si fa fuoco più con i pallini ad aria compressa (sembrano delle caramelle), ma con proiettili, che ammazzano e mutilano. Fanno capo ad un millantato comando e difendono con tutte le proprie forze il loro campo di battaglia: insomma niente di più normale. Suddivisa per zone e disseminata di mine anti-uomo, l’ambientazione scelta, un bosco ex-base militare, diventerà il teatro di un macabro passatempo senza vinti e vincitori.

Interessante film indipendente made in Italy, l’opera prima di Alemà, liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, stupisce positivamente. Rimanendo costantemente a metà strada tra l’horror-splatter e il thriller, riesce quasi in modo miracoloso a non deragliare e a non oltrepassare mai i limiti. Anzi la suspense rimane altissima, aiutata da una torrida fotografia estiva, da una colonna sonora cinematograficamente perfetta e da un sapiente utilizzo di lunghissimi silenzi, coadiuvati da interessanti riprese con camera a mano.

“Sedendosi” sulla spalla degli attori e nascondendosi nella boscaglia, Alemà (ideale voyeur) carpisce il terrore nei loro occhi, attraverso asfissianti primi piani e un’opprimente ricerca dei dettagli. Il regista cattura emozioni e paure, che bucano lo schermo e afferrano violentemente le membra dello spettatore in sala, che mantiene per l’intera durata del film i sensi estremamente vigili. Cuocendo a fuoco lento ogni singola sequenza permette che ogni urlo e ogni sparo facciano saltare sulla sedia, aspetto decisamente non poco rilevante.

Il prodotto è sicuramente valido ed è una sicura novità all’interno del panorama cinematografico italiano, che in questi ultimi anni ha sfornato principalmente commedie o pseudo tali, incentrate sulla tanto osannata famiglia borghese nostrana. At the End of the Day – Un giorno senza fine si preannuncia come una scheggia impazzita che pur avendo pochi colpi in canna, si appresta a colpire diversi bersagli. Rivelazione.

Uscita al cinema: 22 luglio 2011

Voto: ***

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