Maschi contro femmine di Fausto Brizzi: la recensione

Maschi attenti a voi!

Brizzi si lancia in un progetto ambizioso, che promette di scandagliare il rapporto turbolento e problematico tra gli uomini e le donne.

Maschi contro Femmine (2010) è l’atto primo e racconta quattro storie velatamente differenti: Walter (Fabio De Luigi) è un allenatore di pallavolo e dopo il parto della moglie Monica (Lucia Ocone) vive una parentesi sessuale con la sua giocatrice Eva (Giorgia Wurth), Diego (Alessandro Preziosi) “collezionista” di mutandine soffre di impotenza “mentale”, causata da un plateale rifiuto da parte della vicina ambientalista Chiara (Paola Cortellesi), Nicoletta (Carla Signoris) scopre il marito in compagnia di un’altra donna, e cerca disperatamente di ritrovare la propria sessualità e Andrea (Nicolas Vaporidis) e Marta (Chiara Francini) si scoprono a flirtare con la stessa donna e cercano entrambi di conquistarla.

Pescando parzialmente dal cast con cui aveva girato Ex (2009), Brizzi punta la lama al collo soprattutto dei maschi e intreccia in modo ingarbugliato le varie storie. Il risultato è decisamente sotto le aspettative e ci sono pochi elementi positivi a cui ci si possa appigliare. Uno di questi è il contributo comico di Fabio De Luigi, che condisce con battute divertenti le parti a lui dedicate all’interno della pellicola, nella quale il buonismo e la giustificazione fedifraga la fanno da padroni.

Maschi contro femmine, difatti, non convince nemmeno sotto l’aspetto tecnico, a causa di  una fotografia artificiale e raffazzonata e una scenografia che predilige in modo irritante gli spazi interni. Gli attori non aiutano e si attestano (ad esclusione di Fabio De Luigi) su una recitazione piatta e senza alcun accenno di personalizzazione (ad esempio Vaporidis sembra ancora nella dimensione adolescenziale degli anni ’80). A causa di questo la commedia si trasforma in un accozzaglia di luoghi comuni e di stereotipi sessuali che risultano stucchevoli e alcune volte al di sopra delle righe. Inoltre manca una sceneggiatura solida e un apparato spassoso, che possa inscrivere la pellicola all’interno del genere della commedia.

Insomma Brizzi stecca sonoramente e dimentica che non è sicuramente con la partecipazione di attori amati e osannati dal pubblico cinematografico e televisivo che si può salvare un film.

Uscita al cinema: 27 ottobre 2010

Voto: **

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